L’Europa che “non conta nulla” (espressione usata dal premier ungherese Viktor Orbán, sovranista con i soldi degli europei, durante la sua recente visita a Roma) ha assegnato il Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2025 a due giornalisti tuttora detenuti in carcere in Bielorussia e in Georgia. In un mondo dove cresce l’insofferenza verso la libertà di stampa, e i diritti umani rischiano di essere i resti residuali di un’epoca al tramonto, la notizia è arrivata e velocemente fuggita via.

I due giornalisti premiati sono il bielorusso Andrzej Poczobut e la georgiana Mzia Amaglobeli. Sono due prigionieri politici di fatto, ritenuti evidentemente troppo pericolosi dai due regimi filo-russi di Minsk e di Tbilisi per poterli lasciare in pace a fare il proprio lavoro.

Andrzej Poczobut appartiene alla minoranza polacca in Bielorussia. Si è sempre contraddistinto per le battaglie a favore della democrazia e della libertà nel suo Paese, il cui governo risulta particolarmente refrattario a questo genere di iniziative. Più volte arrestato dalla polizia del regime di Alexander Lukashenko, nel 2021 è stato condannato a otto anni da scontare in un campo di lavoro. Attualmente non è conosciuta la sua situazione e le sue condizioni mediche. La famiglia non può fargli visita.

Mzia Amaglobeli, dopo la sua partecipazione ad una protesta contro il governo georgiano e il regime filo-russo nuovamente tornato al potere con il partito Sogno Georgiano, nel 2025 è stata arrestata e condannata a due anni di carcere. Così è diventata la prima prigioniera politica nella storia della Georgia dall’inizio della sua indipendenza.

Il Premio Sacharov viene assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo a persone e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali, proteggono i diritti delle minoranze e lottano per il rispetto del diritto internazionale, della democrazia e dello Stato di diritto. Tipico premio dell’Europa “inutile” (altra variante espressiva del premier ungherese Viktor Orbán).

La procedura di assegnazione del Premio prevede candidature espresse dai gruppi parlamentari o da almeno 40 deputati. Successivamente la Commissione Affari esteri del Parlamento Europeo vota per restringere il numero delle candidature presentate ad una rosa di tre nomi. Il vincitore viene deciso dai leader dei gruppi politici e dal presidente del Parlamento.

La candidatura di Andrzej Poczobut e di Mzia Amaglobeli era stata avanzata dal Partito Popolare Europeo e dal gruppo dei Conservatori, insieme ad altri 60 deputati.

Negli anni passati il Premio è stato assegnato ad una vasta gamma di personalità. Nel 2024 fu conferito alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado (quest’anno le è stato assegnato il Premio Nobel per la pace) e al Presidente eletto Edmundo González Urrutia, nel 2023 a Jina Mahsa Amini e al movimento di protesta delle donne iraniane, nel 2022 ai rappresentanti del popolo ucraino, nel 2021 a Daria Navalnaya, figlia dell’oppositore russo Alexei Navalny.

Il marconista di bordo