Proponiamo la lettura del testo integrale del discorso tenuto il 18 marzo dal Presidente della Repubblica di Cipro Nikos Christodoulides all’European Policy Centre. Lo proponiamo per far comprendere come sia stata avvertita dai ciprioti la solidarietà degli Europei a fronte del lancio di un drone iraniano contro la base aerea britannica presente sull’isola.
“Grecia, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi hanno reagito immediatamente e positivamente alla mia richiesta” ha detto il Presidente Christodoulides “inviando mezzi e personale per rafforzare la difesa e la sicurezza di Cipro. I ciprioti non dimenticheranno mai questo atto di solidarietà concreto, non solo a parole: ha profondamente commosso il mio popolo”.
Discorso del Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, presso l’European Policy Centre
Bruxelles, 18 marzo 2026
Buongiorno a tutti. Sono molto lieto di essere di nuovo a Bruxelles. Nonostante le sfide che la nostra regione sta affrontando, sfide a cui siamo abituati, vorrei innanzitutto dire che Cipro rimane un polo operativo sicuro e stabile per le imprese e il turismo. A Cipro viviamo in condizioni di piena normalità.
Innanzitutto, vorrei ringraziare l’European Policy Centre (EPC) per l’invito e per l’opportunità di confrontarmi con tutti voi.
Il nostro incontro è quanto mai opportuno: come giustamente sottolineato, si svolge a metà della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea (UE) e in un momento cruciale, sia per l’UE che per la regione di cui Cipro è parte integrante: il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente allargato.
Non sorprende che l’EPC ospiti questo dialogo. Nei suoi 30 anni di impegno e contributo attivo, l’EPC si è costantemente dedicato a promuovere l’integrazione europea. Ora, direi, più che mai, le vostre analisi e i vostri dati, la vostra piattaforma per dibattiti stimolanti, sono fondamentali per orientare le politiche europee.
Cari amici, ci troviamo qui in un momento di notevole incertezza, di forte tensione e instabilità in tutta Europa e nel più ampio vicinato del Medio Oriente e del Golfo.
In realtà, sono proprio momenti cruciali come questo a mettere alla prova le istituzioni, le partnership e, in effetti, la leadership. Eppure, mettono anche in luce la capacità della nostra Unione di agire con risolutezza e, soprattutto, con unità.
Credo fermamente che sia proprio in questi momenti che si creino spazi e opportunità per decisioni che altrimenti non si sarebbero mai presentate. Per una maggiore integrazione; per proiettare la forza e la leadership europea nel mondo. Un’opportunità per l’Unione di distinguersi, in mezzo all’imprevedibilità, come il partner più affidabile, prevedibile e degno di fiducia. E di agire con decisione per un’UE che sia veramente autonoma.
Questo, cari amici, è l’obiettivo centrale che permea tutti e cinque i pilastri delle priorità della Presidenza cipriota, il cui motto è: “Un’Unione autonoma, aperta al mondo”.
L’autonomia non è più un’aspirazione teorica, ma la forza trainante dell’azione, il prossimo passo necessario per l’integrazione europea. Un’Unione forte dall’interno, capace di dimostrare la necessaria solidità interna per cooperare con i partner esterni ogniqualvolta possibile, ma anche di agire in modo indipendente quando necessario.
Un’Unione che guarda al mondo esterno, si impegna con tutti i suoi vicini in un approccio a 360 gradi, rimane fedele al libero scambio e ai partenariati e rafforza la sua autonomia strategica senza chiudersi in sé stessa. Un’Unione fedele al diritto internazionale, capace di conciliare i propri interessi e le proprie priorità.
Cipro comprende anche che l’autonomia europea è multiforme: dalla difesa e sicurezza, all’energia e al commercio, alla competitività.
Cari amici, credo fermamente, e vi spiegherò perché, che questo sia il momento per l’Europa di definire e riappropriarsi del proprio futuro attraverso un percorso di autonomia assertivo e non negoziabile.
Vorrei essere chiaro: non concordo con il mio ottimo amico, il Segretario Generale della NATO, sul fatto che l’autonomia europea sia irraggiungibile.
Negli ultimi giorni, Cipro ha infatti dimostrato che l’autonomia europea è sia possibile che reale. Abbiamo dimostrato che se abbiamo fiducia in ciò che 27 Stati membri possono realizzare insieme – come Unione di mezzo miliardo di persone e il più grande blocco economico e commerciale del mondo – non ci sono limiti a ciò che possiamo raggiungere.
Mi spiego meglio. Come sapete, il 28 febbraio si è scatenata una nuova crisi nel Medio Oriente allargato. Cipro non è in alcun modo coinvolta nel conflitto. Abbiamo avuto un singolo episodio isolato con un drone nelle basi britanniche.
Ciò che è seguito, tuttavia, credo che passerà alla storia.
Grecia, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi hanno reagito immediatamente e positivamente alla mia richiesta, inviando mezzi e personale per rafforzare la difesa e la sicurezza di Cipro. I ciprioti non dimenticheranno mai questo atto di solidarietà concreto, non solo a parole: ha profondamente commosso il mio popolo.
In sostanza, pur non avendo attivato l’articolo 42(7) – che prevede l’obbligo di assistenza e aiuto per gli altri Stati membri dell’UE qualora uno Stato membro sia vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio – Cipro ha di fatto messo alla prova l’articolo 42(7). E lo ha fatto con successo. E questo può essere l’inizio di qualcosa di molto più grande per la nostra Unione.
Cipro, insieme a Grecia, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi, ha dato concretezza alla clausola di mutua assistenza dell’articolo 42(7). Questa azione ha inoltre incarnato il principio fondamentale che la sicurezza di uno Stato membro è inseparabile dalla sicurezza dell’Unione nel suo complesso. Che quando uno Stato membro viene attaccato, l’intera UE è attaccata.
Al contempo, questa esperienza ha messo in luce un aspetto altrettanto importante:
L’Europa non deve solo essere in grado di invocare l’articolo 42(7). L’Europa deve anche essere pienamente in grado di attuare l’articolo 42(7) in modo efficace. E quando questo articolo verrà infine invocato da uno Stato membro, l’Europa dovrà essere pronta a rispondere con rapidità e decisione, ponendo al primo posto la sicurezza di tutti i suoi cittadini. Dobbiamo predisporre il meccanismo necessario. Ed è un tema che solleverò domani durante la riunione del Consiglio europeo.
Cari amici,
Cipro sarà anche un piccolo Stato membro, ma siamo uno Stato membro che, dalla frontiera sud-orientale dell’Unione europea, comprende meglio di molti altri cosa sia in gioco. Cosa significhi concretamente la mancanza di sicurezza, quanto siano indispensabili la cooperazione e la diplomazia e perché la regione del Mediterraneo orientale sia indissolubilmente legata alla sicurezza dell’Europa.
Uno Stato membro che è parte integrante del Medio Oriente; che conosce la regione non dai libri di testo né dai rapporti, ma dalla geografia, dalla vicinanza e dalle eccellenti relazioni diplomatiche di lunga data con tutti i paesi della regione.
Per noi, per Cipro, il coinvolgimento con il nostro vicinato è sia una realtà geografica che una necessità strategica. La nostra è una Presidenza che, ben prima di questa crisi, ha posto il rafforzamento delle relazioni con il Medio Oriente e il Golfo, nonché la sicurezza marittima, al centro del proprio lavoro. Questa attenzione non potrebbe essere più pertinente.
Questo mi porta agli sviluppi in corso nella nostra regione. Fin dall’inizio, Cipro è stata assolutamente chiara nella sua posizione. Abbiamo condannato inequivocabilmente qualsiasi attacco ingiustificabile e indiscriminato contro i nostri partner nella regione e siamo solidali con loro.
Per Cipro, la situazione non è astratta. La nostra geografia ci collega direttamente alla regione. E naturalmente, collega la regione all’Europa. Il recente incidente che ha coinvolto, come ho già accennato, le basi britanniche sull’isola dimostra quanto imprevedibile possa essere questo conflitto.
Vorrei essere chiaro: il ruolo di Cipro, da sempre, è di natura umanitaria. Un rifugio sicuro. Sempre parte della soluzione, mai parte del problema. Uno Stato membro che, nei momenti di crisi, si erge come faro dell’UE nel Mediterraneo orientale. Un attore che diventa motore e veicolo di dialogo e diplomazia. Un pilastro di stabilità, sicurezza e cooperazione. Non solo per ragioni geografiche, ma per una scelta politica consapevole.
Questo è ciò che abbiamo fatto fin dall’inizio della nostra Presidenza e che culminerà nel Consiglio europeo informale di aprile a Cipro, dove ospiteremo discussioni che riuniranno i leader europei e i partner del Medio Oriente, su progetti concreti di cooperazione a livello regionale.
In breve, alla guida della Presidenza dell’Unione europea c’è uno Stato membro che crede fermamente nel progetto europeo, nella cooperazione e nella costruzione di ponti. Resiliente, determinato, orientato ai risultati, anche nelle circostanze più avverse. I ciprioti sono predisposti ad operare in questo modo per natura.
Per Cipro, la Presidenza rappresenta soprattutto un’opportunità. Un’opportunità per dare concretezza all’autonomia europea. Per ottenere risultati tangibili sull’agenda europea, nonostante le sfide. Perché, a nostro avviso, l’UE non si ferma di fronte alle crisi. Al contrario, accelera.
Cari amici,
Sono trascorsi quasi tre mesi dall’inizio della nostra Presidenza e desidero cogliere questa opportunità per sottolineare alcuni punti chiave del nostro lavoro.
Sono stati mesi di intenso impegno e negoziazione, di continuo coordinamento e di costanti progressi. Molto è stato realizzato e, al contempo, si sta lavorando intensamente, secondo la nostra tabella di marcia, per ottenere risultati ancora migliori. Credo che abbiamo dimostrato concretamente che l’Europa è in grado di reagire, agire e ottenere risultati.
È così che ci siamo impegnati a condurre la nostra Presidenza fin dall’inizio: concentrandoci sulla sostanza, sulla cooperazione e, soprattutto, sui risultati. Risultati concreti nel rafforzamento della prontezza, della sicurezza e della preparazione della difesa europea. Risultati concreti in termini di competitività. Per una vera Unione dell’energia. Contribuire a rafforzare la nostra resilienza collettiva e la coesione sociale. Affrontare le sfide che i nostri cittadini si trovano ad affrontare, dall’edilizia abitativa al progresso nella nostra ricerca di un’Unione sanitaria.
E naturalmente, portare avanti i negoziati per un nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) che diventi un vero strumento per un’UE più forte.
Permettetemi di iniziare, di essere più specifico, partendo dalla sicurezza e dalla difesa. La guerra della Russia contro l’Ucraina ha infranto ogni illusione che potessimo nutrire sulla presunta certezza della pace e della stabilità in Europa. E ha chiarito che dobbiamo agire con decisione per una sicurezza e una difesa europee più solide.
E abbiamo agito, e sono orgoglioso di dirlo, lo abbiamo fatto. Nell’ultimo anno, come UE, abbiamo compiuto più progressi che nei decenni precedenti. Questa è la prova evidente di ciò che possiamo realizzare insieme, anche in circostanze avverse.
Mi occupo di questioni europee dal 2011, prima come sherpa, poi come portavoce, poi come portavoce del governo, poi come Ministro degli Affari Esteri e ora come Presidente. E ricordo bene quelle infinite discussioni sulla necessità di sicurezza e difesa. Infinite discussioni senza alcuna decisione. E ricordo benissimo, lo scorso febbraio, il Consiglio europeo informale. Credo si sia svolto durante la presidenza polacca, ma qui a Bruxelles, cosa decidemmo allora e cosa realizzammo in un anno.
La difesa e la sicurezza, nonché il sostegno all’Ucraina, sono al centro della nostra Presidenza. E a proposito dell’Ucraina, vorrei sottolineare che siamo uno Stato membro che comprende in prima persona cosa significhino invasione e occupazione.
Come Presidenza, abbiamo lavorato rapidamente in Consiglio per tradurre in testi giuridici la decisione politica del Consiglio europeo di dicembre relativa al prestito di 90 miliardi di euro, in modo che l’Ucraina potesse ricevere tempestivamente l’assistenza finanziaria necessaria. Abbiamo raggiunto un accordo con il Parlamento europeo sul regolamento che attua una cooperazione rafforzata per l’istituzione del prestito di sostegno all’Ucraina per il biennio 2026-2027, al fine di far fronte alle urgenti esigenze finanziarie. Abbiamo inoltre presentato una proposta di compromesso sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Nonostante le difficoltà, continuiamo il nostro impegno e i nostri sforzi intensi per raggiungere un consenso. Spero che il Consiglio europeo di domani possa indicare una via da seguire.
E venerdì abbiamo approvato in Consiglio il rinnovo delle sanzioni.
In materia di difesa e sicurezza, come Presidenza del Consiglio, abbiamo proceduto all’approvazione dei piani nazionali degli Stati membri nell’ambito del programma SAFE. Al contempo, stiamo lavorando intensamente per concludere il pacchetto omnibus sulla prontezza della difesa e per raggiungere un orientamento generale in occasione del Consiglio Affari esteri (Difesa) di giugno sul pacchetto sulla mobilità militare, al fine di rafforzare la postura di difesa dell’Europa affrontando gli ostacoli normativi, infrastrutturali e di capacità che rallentano il trasporto militare transfrontaliero. La capacità di dispiegare rapidamente e con decisione le proprie capacità in tutta Europa è essenziale per garantire che l’Unione possa rispondere in modo rapido ed efficace quando la solidarietà deve tradursi in azioni concrete.
Tutti questi passi ci avvicinano all’obiettivo di garantire che l’Europa sia realmente in grado di dare un significato pratico all’articolo 42(7) nei momenti più critici.
Anche una gestione efficace della migrazione è una dimensione fondamentale della sicurezza. La nostra Presidenza si concentra sul sostegno alla preparazione coordinata tra gli Stati membri per garantire che il Patto su migrazione e asilo sia pienamente operativo entro giugno 2026. Parallelamente, stiamo portando avanti i lavori sul regolamento sui rimpatri, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia della politica di rimpatrio dell’UE.
Cari amici,
Autonomia strategica europea e competitività vanno di pari passo. Come Presidenza, abbiamo posto la competitività al centro della nostra missione, organizzando il nostro lavoro in seno al Consiglio attorno a due importantissimi vertici sulla competitività: il ritiro di febbraio e il Consiglio europeo di domani, dove prenderemo decisioni specifiche basate su una tabella di marcia con tempistiche precise su come procedere con questo dossier nei mesi e negli anni a venire.
Nel mondo interconnesso di oggi, l’attuale situazione in Medio Oriente ha indubbiamente un impatto sui mercati energetici globali e non solo, e di conseguenza sulle nostre economie. La volatilità dei prezzi dell’energia rimane una delle principali preoccupazioni per cittadini, imprese e industria.
Come Europa, dobbiamo agire con decisione per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia e inviare un messaggio chiaro a cittadini e industria: abbiamo imparato la lezione della crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina quattro anni fa. Sono ottimista sul fatto che le conclusioni che adotteremo domani rifletteranno il fatto che l’Europa è ora più proattiva e meglio preparata.
Al di là delle attuali turbolenze in Medio Oriente, l’Europa avrà bisogno di molta più energia nei prossimi anni; per l’industria, le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture dati, solo per citarne alcune. Per questo motivo credo fermamente che rafforzare la sovranità energetica europea – attraverso una vera Unione dell’energia – sia una priorità strategica. Ciò significa accelerare gli investimenti in infrastrutture e interconnessioni e promuovere iniziative come il Pacchetto Reti UE, sul quale la Presidenza di Cipro sta lavorando con l’obiettivo di raggiungere un approccio generale del Consiglio entro giugno.
La semplificazione è un altro elemento chiave della competitività. È estremamente importante per le nostre imprese, i nostri cittadini e per attrarre investimenti. Come Presidenza del Consiglio, stiamo lavorando intensamente sui pacchetti omnibus presentati dalla Commissione. Puntiamo a completare l’omnibus Difesa entro questo semestre e siamo pronti per i triloghi sugli altri pacchetti non appena il Parlamento avrà adottato la sua posizione. Abbiamo già ottenuto un mandato negoziale su una proposta nell’ambito dell’omnibus Sicurezza alimentare e dei mangimi e, venerdì scorso, un mandato negoziale sulla proposta sull’IA nell’ambito dell’omnibus Digitale.
Dobbiamo inoltre affrontare le dipendenze strategiche diversificando e garantendo l’accesso al mercato.
Questo rientra nel terzo pilastro delle nostre priorità: un’Unione aperta al mondo. E in questo contesto, l’espansione della nostra rete di accordi commerciali è di fondamentale importanza.
Gli accordi di libero scambio (ALS) tra Mercosur e India sono stati successi storici. Uno dei primi risultati della Presidenza cipriota è stata l’adozione di due decisioni del Consiglio che autorizzano la firma dell’Accordo di partenariato UE-Mercosur e dell’Accordo commerciale provvisorio tra l’UE e il Mercosur, un passo importante dopo 25 anni di negoziati.
Abbiamo inoltre promosso importanti iniziative legislative volte a rafforzare la competitività dell’Europa, tra cui la riforma del Fondo per la ricerca sul carbone e l’acciaio, che sostiene l’innovazione e la transizione verde dei settori industriali.
Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di più ALS. Dobbiamo concludere, al più presto, ALS con gli Emirati Arabi Uniti (EAU), soprattutto ora. Ciò ci consentirà anche di capitalizzare ulteriormente sull’ALS con l’India e di dare concretezza al corridoio IMEC, il corridoio India-Medio Oriente-Europa. Dobbiamo inoltre riprendere le discussioni sull’attuazione dell’accordo quadro commerciale UE-Stati Uniti, essenziale per la prevedibilità e la fiducia del mercato. Nonostante tutte le sfide nelle relazioni transatlantiche, credo fermamente che non ci sia altra via per il dialogo.
Parte integrante di questo pilastro prioritario per la Presidenza cipriota è l’allargamento. Lo strumento di politica estera di maggior successo dell’Unione per promuovere la stabilità, la democrazia e la prosperità in tutto il nostro continente. E la prova tangibile che il nostro modello funziona ed è attraente per altri paesi. Si sono già tenute due Conferenze intergovernative (CIG) per il Montenegro e sono in corso i lavori per la creazione del Gruppo di lavoro ad hoc per la stesura del Trattato di adesione per il Montenegro. Parallelamente, procedono i lavori sulle relazioni di valutazione intermedia per l’Albania, che apriranno la strada alla chiusura dei primi capitoli. L’avvio dei lavori per l’Ucraina e la Moldavia procede a pieno ritmo: ieri si sono tenuti i Consigli ministeriali informali sotto la nostra Presidenza cipriota qui a Bruxelles, per presentare i lavori relativi a tre aree tematiche.
La nostra Presidenza rimane impegnata a portare avanti il dialogo con i partner che aspirano ad aderire all’UE, garantendo al contempo che il processo di allargamento rimanga credibile, basato sul merito e ancorato ai valori fondamentali dell’Unione. I Trattati forniscono la flessibilità necessaria.
Cari amici,
Gli sviluppi nella nostra regione sono certamente profondamente inquietanti. E ci ricordano, nel modo più allarmante, quanto fragile possa essere la stabilità.
Ma ci ricordano anche qualcosa di altrettanto importante: l’Europa non può scegliere il momento in cui deve assumere un ruolo guida.
La leadership è effettivamente necessaria quando le circostanze sono più difficili. E il momento per l’Unione di assumere un ruolo guida è adesso.
Alla guida del Consiglio c’è una Presidenza, uno Stato membro, che crede profondamente nella capacità dell’Unione di agire e di guidare, e incarna questa urgenza nel modo in cui svolge la Presidenza.
Una Presidenza che rimane pienamente impegnata nella sua missione, nonostante la volatilità che la circonda, attuando pienamente il suo programma.
E permettetemi di trasmettere questo messaggio da questo podio: a Cipro regnano normalità, sicurezza e stabilità. La nostra economia è una delle più performanti dell’Unione Europea, con una crescita stimata per il 2026 del 4%, condizioni di piena occupazione, uno dei tassi di disoccupazione giovanile più bassi d’Europa e un debito pubblico stimato intorno al 50% nel 2026. Il nostro Paese continua a funzionare normalmente e il nostro settore turistico rimane pienamente attivo. Cipro, sono orgoglioso di affermare, continua a essere un affidabile punto di riferimento per la stabilità e la connettività nel Mediterraneo orientale.
Cari amici,
Le crisi possono plasmare il momento presente, ma non definiscono la nostra direzione. La nostra direzione spetta a noi definirla. Ed è chiara: un’Unione autonoma, aperta al mondo.
Grazie.
