Torniamo su un argomento già trattato negli approfondimenti un mese fa, ovvero come votano i deputati italiani (e non solo) durante le sedute del Parlamento Europeo. Nella seduta del 9 ottobre scorso, l’assemblea di Strasburgo in seduta plenaria ha visto porre in votazione la risoluzione intitolata: “Una risposta unita alle recenti violazioni da parte della Russia dello spazio aereo e delle infrastrutture critiche di Stati membri dell’UE”.
Ebbene, l’unità invoca nel titolo della risoluzione parlamentare ha trovato, come vedremo, una buona corrispondenza nella votazione finale, ma ha disunito in maniera rilevante il gruppo dell’estrema destra.
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L’argomento della risoluzione è ben noto. Nei mesi scorsi velivoli militari russi e droni riconducibili, in larga misura, ad azioni di matrice russa, hanno violato lo spazio aereo di alcuni Paesi UE e NATO. I droni hanno più volte sorvolato grandi aeroporti europee, causando anche provvedimenti di chiusura dei siti aeroportuali per ragioni di sicurezza.
Il Parlamento Europeo si è fatto dunque carico di dare una risposta politica a queste provocazioni, predisponendo una risoluzione da sottoporre al voto dell’aula.
La risoluzione è stata approvata a larghissima maggioranza: hanno votato a favore 469 deputati, ovvero oltre il 77% dei parlamentari europei presenti. Hanno votato contro in 97, e si sono astenuti in 38.
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Interessante è studiare il comportamento dei gruppi parlamentari.
Il blocco dei grandi partiti europei si è espresso in modo coeso, dimostrando ancora una volta che le ragioni dello stare insieme a Bruxelles sono generalmente più forti dei vincoli nazionali, con alcune eccezioni da segnalare.
I democristiani del Partito Popolare Europeo hanno votato in modo quasi compatto: tutti a favore, ad esclusione di 5 deputati (3 francesi e 2 maltesi) che si sono astenuti. Votare a favore significa esprimersi con chiarezza contro la politica condotta dalla Russia.
Anche il gruppo socialista si è espresso compattamente: solo 3 contrari (tutti maltesi) ed 1 astenuto (del Partito Democratico italiano). Parrebbe del tutto evidente che a Malta non si può essere proprio in contrasto con i russi.
I liberali del gruppo Renew hanno votato tutti a favore della risoluzione europea, ma anche i conservatori del gruppo parlamentare ECR (tra i quali siedono anche i deputati di Fratelli d’Italia) hanno votato a favore in modo compatto: solo 1 greco ha votato contro, e 1 romeno si è astenuto.
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La maggiore sorpresa viene da destra. Questa volta il tema Russia spacca l’estrema destra europea: all’interno del gruppo parlamentare dei cosiddetti “Patrioti” convivono 40 deputati con voto favorevole, 21 deputati con voto contrario, e 17 deputati astenuti.
La spaccatura non sorprende tanto se si fa riferimento alla natura accentuatamente sovranista dell’estrema destra europea: se si è esasperatamente sovranisti, ognuno vota pensando agli interessi della propria nazione, non certo a quelli della comunità europea.
La sorpresa semmai sta nell’argomento della risoluzione. In genere la Russia ha unificato l’estrema destra, ne ha catalizzato le simpatie, ne ha condizionato le volontà politiche. Invece, questa volta, la Russia ha diviso l’estrema destra.
Ci pare significativo che gran parte dei deputati francesi eletti nelle liste del Rassemblement National di Marine Le Pen abbiano votato a favore della risoluzione, insieme ai partiti di più ferrea fede europeista. Come del resto quelli del probabile nuovo premier della Repubblica Ceca: i parlamentari europei eletti nella lista del partito ceco di destra ANO, a cui appartiene il vincitore delle recenti elezioni politiche a Praga, non si sono allineati alle posizioni russofile e hanno votato a favore.
I parlamentari “Patrioti” che rimangono fermamente ancorati alla difesa degli interessi e dell’immagine della Russia sono stati ancora una volta gli italiani eletti nella Lega, gli ungheresi del premier Orbán, e gli austriaci dell’estrema destra del FPÖ. Hanno tutti compattamente votato contro la risoluzione, distinguendosi anche dai loro colleghi di gruppo belgi, olandesi e spagnoli che almeno si sono astenuti.
