L’esito delle consultazioni elettorali in Slovenia, svolte il 22 marzo, ha consegnato un panorama parlamentare a Lubiana senza una chiara maggioranza tra i due principali blocchi politici in competizione. In democrazia, il popolo sovrano ha sempre ragione, ma non sempre risolve i problemi del governo del proprio Paese. Tocca ai partiti trovare il miglior punto di mediazione.

I due blocchi politici sono quelli costituiti intorno al premier uscente Robert Golob e al principale leader dell’opposizione Janez Janša. Il primo si colloca nella sinistra del Parlamento sloveno, con una coalizione di governo che raggruppa il Movimento Libertà (GS), che è il partito fondato da Golob, i Socialdemocratici (SD) e la Sinistra (Levica). Il secondo si colloca nel centro-destra intorno al Partito Democratico Sloveno (SDS).

Il Movimento Libertà è arrivato primo per un soffio ottenendo il 28,63% dei voti, pari a 29 seggi. Significano circa 8 mila voti di scarto sul secondo partito in lizza. Ma soprattutto significano ben 12 seggi in meno rispetto alle precedenti consultazioni del 2022, con una Assemblea Nazionale composta da 90 parlamentari. Il Partito Democratico Sloveno ha raccolto il 27,95% dei consensi, pari a 28 seggi, con un aumento di 1 deputato rispetto a quelli eletti nel 2022.

Nessuna delle due coalizioni in competizione ha la maggioranza assoluta nell’Assemblea Nazionale. In quanto leader del partito uscito primo dalle urne, sarà il premier uscente Golob ad avviare il complesso percorso per trovare 46 deputati disponibili a votare per un nuovo governo. La coalizione del governo Golob arriva a 40 parlamentari. Risulta quindi necessario coinvolgere quanto meno il nuovo partito dei Democratici, appena nato da una scissione dell’SDS, con i suoi 6 deputati.

Gli ostacoli non sono pochi. Innanzitutto, i Democratici sono un partito di centro-destra, e un loro coinvolgimento in un governo insieme alla sinistra slovena non appare semplice. Inoltre, l’eventuale nuova coalizione potrebbe contare su appena 46 deputati: basta uno che si ammala, e il governo non ha più la maggioranza.

La campagna elettorale è stata particolarmente tesa, a causa del presunto spionaggio contro il governo Golob operato da una società di intelligence israeliana. La miscela costituita dal sostegno alla politica trumpiana da parte di Janez Janša e dalla presunta ingerenza della società di intelligence israeliana contro l’avversario Golob ha creato un clima incandescente in Slovenia. La democrazia europea continua a subire scossoni, ma ancora sembra resistere.