La destra francese, ad un anno dalle elezioni presidenziali, ha davanti a sé il solito dilemma degli ultimi anni: come rapportarsi all’estrema destra del Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen e Jordan Bardella? Come districarsi nello stretto della necessità di individuare un candidato che al primo turno delle elezioni prenda più voti della sinistra francese o di RN per poter così accedere al ballottaggio, e al contempo possa al secondo turno coagulare gli elettori della stessa sinistra o, in alternativa, dello stesso RN per poter vincere le elezioni?
L’equazione presidenziale presenta ancora troppe incognite, e la frammentazione dei partiti politici e dello stesso elettorato francese rende tutto più complesso, risultando ancora difficile immaginare un leader e un programma su cui costruire un blocco elettorale maggioritario.
La destra di Les Républicains (LR) ha già scelto il suo candidato: sarà il suo capo Bruno Retailleau. Gli iscritti al movimento, convocati sabato 18 e domenica 19 aprile ad una consultazione interna, hanno avuto tre opzioni per l’individuazione del candidato presidenziale: organizzare primarie esclusivamente riservate agli iscritti (l’opzione ha raccolto il 12,2% dei voti), organizzare primarie riservate anche ai simpatizzanti (14%), designare direttamente il proprio presidente Retailleau come candidato (73,8%). Il mito delle primarie è stato surclassato dall’assunzione di responsabilità degli iscritti al partito.
Les Républicains rappresentano la destra francese che aspira a divincolarsi tra l’estrema destra di RN e dal macronismo centrista. Una destra con una grande tradizione, ma con un ben più difficile presente. La sua posizione politica è piuttosto scomoda. Retailleau è stato ministro dell’Interno nei tre governi che si sono succeduti a raffica tra il 2024 e il 2025 con i premier Barnier, Bayrou e Lecornu, ma ora sostiene di non voler “essere assimilato al macronismo”.
Nelle ultime rilevazioni sondaggistiche di Odoxa, risalenti alla fine del mese di marzo, e dunque precedenti al voto degli iscritti Républicains, il consenso all’eventuale candidato Retailleau al primo turno delle elezioni presidenziali risultava pari all’8%, rispetto al 34% dell’eventuale candidatura di Bardella per il RN e al 21% a favore del candidato centrista Edouard Philippe. La corsa sembra proprio in salita per Retailleau e i suoi Républicains.
Ma il sondaggio di Odoxa fornisce altri dati estremamente interessanti. In assenza di un candidato unico della sinistra francese, al ballottaggio del secondo turno andrebbero ad oggi il candidato dell’estrema destra Bardella e il centrista Philippe: in questo quadro, al secondo turno, Philippe risulterebbe vincente. Il macronismo e il centrismo francese sarebbe nelle condizioni di rivincere le elezioni. Ma la strada per l’Eliseo è ancora molto lunga.
Il marconista di bordo
