Fino a luglio 2026, il Musée d’Orsay di Parigi ospita la mostra Renoir e l’amore. Modernità felice (1865-1885). A quaranta anni di distanza dall’ultima grande retrospettiva sul pittore impressionista nato a Limoges 185 anni fa, Parigi ritorna a proporre Pierre-Auguste Renoir con oltre 40 capolavori. La mostra è frutto della collaborazione del Musée d’Orsay di Parigi, della National Gallery di Londra e del Museum of Fine Arts di Boston.
Rispetto agli altri artisti protagonisti della nascita del movimento impressionista (Manet, Monet, Caillebotte), Renoir si caratterizza proprio per una gioiosa rappresentazione dell’amore, non con i tratti del dramma, bensì con quelli della festa e della convivialità. La mostra si concentra sul ventennio 1865-1885, un periodo molto complesso per la Francia, corrispondente agli ultimi anni del Secondo Impero di Napoleone III, alla disastrosa guerra franco-prussiana, all’esperimento della Comune di Parigi, all’affermarsi della Terza Repubblica.
Insieme ai capolavori conservati dallo stesso Musée d’Orsay (basti pensare al “Ballo al Moulin de la Galette”), a Parigi convergono opera del pittore oggi conservate a Washington (“La colazione dei canottieri”), a Londra (“Gli ombrelli”), a Stoccolma (“La Grenouillère”), a Boston (“Ballo a Bougival”), a Los Angeles (“La Passeggiata”).
Renoir dipinge l’amore che nasce nei balli pubblici o nei caffè all’aperto, dove gioia e leggerezza intendono raccontarci una modernità fatta non solo di tristezza o disincanto. Si tratta dunque di un’idea dell’amore fatta di gaiezza personale e di relazione con gli altri, una relazione che intercorre nei luoghi della vita borghese e popolare. È un amore che vive dunque di conversazioni, di balli, di feste, di colazioni.
“So bene che è difficile convincere la gente che un dipinto possa essere veramente grande pur rimanendo gioioso” disse Renoir. Questa difficoltà evidentemente ha rischiato di porre il pittore in una posizione di marginalità rispetto agli altri interpreti della modernità nella seconda metà dell’Ottocento, impregnato dalle teorie sociologiche del determinismo sociale.
Colore, luce e gioia s’impongono dunque nella mostra di Renoir a Parigi. Da ottobre 2026 la mostra si sposterà a Londra.
