Le elezioni politiche tenute il 30 maggio scorso per rinnovare la Camera dei Rappresentanti di Malta ha confermato l’assetto governativo in carica, con la vittoria del Partito Laburista (PL – Partit Laburista) del premier Robert Abela e la sconfitta del Partito Nazionalista (PN – Partit Nazzjonalista) guidato da Alex Borg.
1 laburisti maltesi hanno vinto le elezioni per la quarta volta consecutiva: nel 2013 ottennero il 54,83% dei voti, nel 2017 il 55,04%, nel 2022 il 55,11% e quest’anno il 51,77%. L’esito del 2026 è il più basso dei quattro, ma continuare per 13 anni a vincere le competizioni elettorali è comunque rilevante. Dall’altra parte, il PN ha conseguito il suo miglior risultato (44,68%) dalla sconfitta patita nel 2013 che mise fine a 15 anni ininterrotti di governo nazionalista. I nazionalisti hanno aumentato i consensi del 2,94% rispetto al 2022, ma la misura dell’incremento è risultata insufficiente a scalzare i laburisti dal governo.
Robert Abela potrà quindi formare il suo terzo governo consecutivo. Il primo durò da gennaio 2020 a febbraio 2022, il secondo da marzo 2022 (dopo le elezioni politiche del 26 marzo 2022) fino allo scioglimento anticipato del maggio di quest’anno.
Tra i temi considerati molto delicati per la campagna elettorale figurava sicuramente quello della corruzione, ma la questione sembra essere più sentita fuori che all’interno dell’isola. Molto più rilevanti, come in molti altri Paesi del mondo, risultano i temi economici.
L’economia maltese è basata sul turismo, sui servizi finanziari e sui giochi online. In campo energetico Malta dipende largamente dall’estero: tra l’85% e il 90% della generazione elettrica totale dipende dalle importazioni di petrolio e gas naturale, mentre la rimanente parte di elettricità deriva da impianti fotovoltaici e dall’elettrodotto sottomarino con l’Italia, di cui è previsto il raddoppio.
Altro tema delicato è quello dell’immigrazione. Quasi il 30% della popolazione maltese è di origine straniera, e l’isola presenta il tasso più elevato di immigrazione di tutta l’Unione Europea. Se si affianca questo dato a quella dell’alta densità abitativa, si può capire l’impatto complesso che l’immigrazione irregolare può avere sull’equilibrio sociale dell’isola, geograficamente al centro della rotta mediterranea degli scafisti che partono dalle coste libiche e tunisine.
Il marconista di bordo
