Sono passati 250 anni da quando le 13 colonie americane dell’impero britannico dichiararono la loro indipendenza. Un quarto di millennio fa, un insieme variopinto di immigrati sul suolo americano sconfisse l’esercito regolare del più grande impero del tempo. Come è stato vissuto questo straordinario 4 luglio dal Presidente americano pro-tempore e dal primo Papa americano della storia millenaria della Chiesa Cattolica?

Donald Trump è andato ai piedi del Mount Rushmore, nel South Dakota, per celebrare la potenza degli Stati Uniti, continuando sicuramente a ritenere che al gruppo dei volti presidenziali scolpiti sulla montagna (George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt) ne manca giusto uno: il suo. Papa Leone XIV è andato invece sull’isola di Lampedusa, per depositare una corona di fiori nel cimitero dove riposano i corpi di poveri immigrati, molti dei quali senza nome, illusi di attraversare il Mar Mediterraneo e trovare una nuova vita, là dove la morte li ha attesi e li ha portati via.

Trump ha dichiarato, sotto il volto impietrito dei suoi quattro grandi predecessori del Mount Rushmore, che l’identità americana è di nuovo in pericolo. Inoltre, “il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora. È un fallimento totale”. E su questo non c’è alcun dubbio. Qualcuno ne sovviene nel momento in cui si dichiara che gli immigrati clandestini, insieme ai criminali e agli scansafatiche, sono coloro che compongono i nuovi comunisti. Visto che in giornata è stato per oltre un’ora al telefono con un ex ufficiale sovietico del KGB diventato Presidente della Russia, in quale categoria di comunista Trump avrà collocato Putin: immigrato clandestino, criminale o scansafatiche?

In questo 4 luglio il Papa americano ha varcato la Porta d’Europa davanti al mare di Lampedusa, tenendo per mano alcuni immigrati. Ha guardato in silenzio quel mare, da solo. Ha lasciato il suo sguardo sulle acque che hanno inghiottito tanti poveracci, e ha accettato in regalo un pallone da calcio da un bambino di colore adottato da una famiglia italiana. Quel bambino arrivò sulle spiagge di Lampedusa disperatamente aggrappato alla madre. Morta.

Dopo 25 anni il sogno americano continua, senza dubbio. Il sogno di una vita migliore, sicuramente più prospera, ma anche più giusta e più libera. Un sogno che ci ha affascinato sin da giovani. Ma questo sogno sembra continuare più nelle parole e nei gesti del primo Papa americano, che nelle parole e nei gesti del Presidente americano pro-tempore.

Il marconista di bordo