Ha avuto il lugubre “onore” di vedersi affibbiati diversi soprannomi, da boia di Srebrenica a macellaio della Bosnia. Era entrato poco più che ventenne nell’esercito federale jugoslavo, quando ancora splendeva fulgida la stella del maresciallo Tito, senza mancare alla doverosa adesione alla Lega dei Comunisti di Jugoslavia.

Caduto il Muro di Berlino, sciolta l’Unione Sovietica e dissolta la Federazione jugoslava, Mladic abbracciò il nazionalismo dell’ortodossa Serbia, condividendo il percorso di leader comunisti come Slobodan Milosevic che dal marxismo-leninismo passarono spavaldamente al nazionalismo estremo.

Condivise l’idea che per realizzare il progetto politico della Grande Serbia sarebbe stato necessario cancellare dalla Bosnia ogni presenza croata e soprattutto bosgnacca, ovvero quella cattolica e soprattutto quella musulmana. A questa idea apportò la sua professionalità, fatta di battaglie e di massacri, distinguendosi sia per le prime che per i secondi nel corso della guerra di Bosnia.

Mise sotto assedio Sarajevo: sarebbe risultato alla fine come uno dei più lunghi e più crudeli assedi della storia militare d’Europa. Rase al suolo decine di villaggi bosniaci: risulteranno crimini di guerra. Massacrò migliaia di bosniaci a Srebrenica: sarebbe stato il più grave crimine contro l’umanità dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa.

Ritenne bello far dono all’amata figlia Ana di una pistola. Ognuno regala ai figli quello che vuole. Quando Ana scoprì cosa aveva combinato il premuroso padre, usò la pistola da lui regalata per suicidarsi.

Il generale Mladic dette l’ordine di stuprare le bambine bosniache prima di sgozzarle. Quelle bambine hanno avuto giustizia all’Aja dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia, mentre oggi il ministero della Giustizia serbo ha annunciato che il macellaio della Bosnia verrà sepolto con gli onori militari. Ognuno sceglie i suoi meritati eroi come vuole.

Ratko Mladic è morto in un letto dell’ospedale del carcere dell’Aja il 27 agosto 2026. I conti con la giustizia internazionale li ha già fatti. I conti con il tribunale della storia sono stati già regolati. I conti con la giustizia di Dio cominciano ora.

Il marconista di bordo