Il Presidente degli Stati Uniti avrebbe avvertito “molto amore” nella sala dove si svolgeva il vertice NATO di Ankara del 7-8 luglio scorso. Ci permettiamo di nutrire qualche perplessità su un tale “amore”, a cui potremmo aggiungere anche una nota di senile malinconia. Ma prima di trarre conclusioni affrettate, passiamo in rassegna gli insulti e le minacce iniziali dedicati da Donald Trump ai suoi alleati NATO.

Al suo arrivo ad Ankara, il Presidente ha dichiarato di essere molto arrabbiato con gli altri partner, europei e canadese. Così, in generale, sparando indistintamente il suo malcontento sui partner. Tutti ingrati con lui, secondo lui. Lui c’è sempre stato, per gli alleati, ma gli alleati non ci sarebbero stati per lui. C’è qualcosa di indefinito nelle sue parole, qualcosa di incompiuto. Infatti, nel giro di pochi istanti, il suo ragionare passa dalla recriminazione per esser stato lasciato solo (nella guerra all’Iran) alla riaffermazione che lui non ha bisogno di nessuno. E allora?

Come contraltare a questa presa di posizione, Trump ha espresso un elogio verso la Cina e il suo leader Xi Jinping: “Ci ha trattati bene, sono un grande fan di Xi”. Sinceramente, che il Presidente degli Stati Uniti d’America si proclami addirittura un “grande fan” del dittatore comunista di Pechino, stona un po’. Ma capiamo di più la situazione se si tiene conto della soddisfazione trumpiana per l’operazione TikTok: “Ho sentito gente criticare TikTok, dicendo che è pessimo, pericoloso, orribile. Mettono in giro tutte queste voci. Eppure, ieri sono usciti i dati: sapete chi è il numero uno su TikTok? lo. Sono io il numero uno su TikTok”. Ora è tutto più chiaro.

Accanto a questo sentimento generale contro tutto e contro tutti (gli alleati), Trump per alcuni Paesi ha voluto riservare un particolare pensiero. Per quanto riguarda il nostro Paese le parole sono state le seguenti: “L’Italia è stata pessima per quanto riguarda le loro basi, come sapete”. In verità, quel che sappiamo è che l’utilizzo delle basi americane in Italia è regolato da accordi precisi, e il governo di Roma si è attenuto scrupolosamente ad essi. L’eventuale utilizzo della forza militare italiana contro altri Paesi è subordinato alle decisioni prese da organismi internazionali come ‘ONU, di cui nessuno vuole più parlare. Inoltre la stessa NATO è un’alleanza difensiva, non aggressiva.

Alla Spagna, Trump ha dedicato le sue migliori parole: “La Spagna è un caso senza speranza. Tra l’altro, non vogliamo più fare affari commerciali con la Spagna. Vorrei che fosse tagliata fuori. La Spagna è un partner terribile nella NATO. Non partecipano. Non pagano. Non voglio avere nulla a che fare con la Spagna. Interrompete ogni commercio con la Spagna, per favore, incluse le visite. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro. State a vedere, vedrete che torneranno strisciando. Oh, torneranno eccome”. E ha così continuato: “Sono un caso disperato, gente pessima perché, sapete, tutti gli altri si danno da fare, pagano e lavorano, mentre loro… la Spagna in particolare. Ce ne sono un paio di altri, ma la Spagna in particolare. Lo dicono apertamente, sono ostili al riguardo. Vediamo quanto resteranno ostili, quando chiameranno dicendo: «Per favore, per favore, vogliamo commerciare con voi, signore. Vogliamo commerciare con voi, signore» [parla utilizzando una vocina piagnucolante, ndr]. Fanno un sacco di soldi con noi. Ora vedranno che ne faranno molti meno. Non voglio avere affari con loro”.

Infine la Groenlandia. “È un grosso problema per gli Stati Uniti d’America”, ha affermato il Presidente. E cedendo alla tentazione putiniana di riscrivere a modo suo la storia, si rammarica che gli USA abbiano (giustamente, secondo noi) riconsegnato la Groenlandia al Regno di Danimarca dopo la fine dell’occupazione nazista dell’isola: “Non avremmo dovuto ridargliela”. Con lui alla Casa Bianca nel 1945, la Groenlandia se la sarebbe presa d’emblée.

C’era tanto amore nella sala del vertice NATO ad Ankara, dice Trump. Talmente tanto che gli Stati europei faranno bene a prendere rapidamente in mano le redini della loro sicurezza e della loro difesa. Anche per quanto detto da Victor Hugo: “In amore non ci sono amici e le rivalità sono sempre aperte”.

Il marconista di bordo