Il 13 e 14 settembre si è tenuto l’European Arctic Summit a Rovaniemi, in Finlandia. Questo vertice dei capi di Stato e di governo (Finlandia, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia) si è posto l’obiettivo di rafforzare la politica comune europea per la regione artica, sempre più al centro degli interessi geopolitici di grandi potenze come Stati Uniti, Russia e Cina. Al vertice hanno partecipato anche la presidente della Commissione Europea e il presidente del Consiglio europeo.
Il summit si è concluso con una dichiarazione congiunta, di cui riportiamo di seguito il testo integrale. La sicurezza delle rotte marittime artiche e l’inasprimento delle tensioni a livello mondiale rendono il Mar Artico sempre più importante per la sicurezza dei Paesi europei. Si tratta di una presa di consapevolezza fondamentale per comprendere la complessità della situazione internazionale.
Dichiarazione finale dell’European Arctic Summit
Rovaniemi, 14 settembre 2026
L’Artico sta attraversando una trasformazione rapida e profonda, con crescenti implicazioni per la sicurezza e la stabilità dell’Europa. L’intensificarsi della competizione tra grandi potenze, le conseguenze della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, il crescente interesse della Cina per le politiche di sicurezza e gli impatti gravi e in accelerazione del cambiamento climatico stanno riconfigurando il contesto strategico della regione.
Noi, in qualità di leader dell’Unione Europea e dei nostri rispettivi Paesi, riconosciamo l’importanza strategica della regione artica per la sicurezza europea e globale. Sottolineiamo che le aree artiche europee sono parte integrante dell’Unione europea, comprendendo sia territori terrestri che marittimi e includendo un lungo confine esterno dell’UE con la Russia.
La sicurezza nell’Artico deve essere conseguita collettivamente. Esprimiamo il nostro impegno comune a preservare l’Artico come regione di pace, stabilità e cooperazione costruttiva, fondata sul diritto internazionale – inclusi l’inviolabilità dei confini e il rispetto dell’integrità territoriale, la governance multilaterale e il diritto del mare. Sottolineiamo l’importanza di rafforzare la resilienza attraverso un approccio alla sicurezza che coinvolga l’intera società e di garantire che la crescente competizione strategica non comprometta la stabilità della regione.
Osserviamo con seria preoccupazione la minaccia significativa e a lungo termine che la Russia rappresenta per la sicurezza euro-atlantica. Le ambizioni della Russia di accrescere la propria influenza nell’Artico, unite alla sua ostilità verso l’Europa – compreso l’aumento delle attività ibride -, evidenziano la necessità di rafforzare la politica dell’UE per l’Artico.
Attendiamo con interesse la prossima Comunicazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante su un Artico resiliente, sicuro e pacifico. Chiediamo che l’Unione Europea assuma un ruolo più strategico e proattivo nell’Artico europeo e ci impegniamo a rafforzare l’impegno dell’Unione nell’Artico in modo coerente e lungimirante, con risorse adeguate e in linea con le mutevoli realtà geopolitiche.
Concordiamo sulla necessità che l’UE intensifichi la propria azione per promuovere stabilità, sviluppo sostenibile e prosperità, tutelando al contempo i propri interessi. Attraverso le sue politiche, i suoi programmi e i suoi Stati membri, l’Unione contribuisce in modo significativo alla sicurezza, allo sviluppo economico, alla ricerca e all’innovazione, nonché alla tutela dell’ambiente nella regione. In tale contesto, accogliamo con favore il pacchetto di partenariato UE-Groenlandia da 200 milioni di euro annunciato di recente.
L’Unione Europea dovrebbe rafforzare la propria posizione nell’Artico, anche attraverso una maggiore prontezza operativa. Ciò avviene, tra l’altro, potenziando le capacità di monitoraggio e analisi degli Stati membri, nonché accrescendo la consapevolezza della situazione nel dominio marittimo, avvalendosi delle capacità spaziali degli Stati membri dell’UE e migliorando la condivisione delle informazioni per ottenere un quadro integrato a livello di Unione.
L’UE e i suoi Stati membri dovrebbero promuovere e perseguire le opportunità economiche, a vantaggio in particolare di chi vive nella regione, dato che l’area artica offre potenzialità di crescita sostenibile e competitività in settori quali le materie prime critiche, le tecnologie spaziali, la navigazione artica e intercontinentale, la connettività e il turismo.
Sottolineiamo la necessità di incrementare gli investimenti nella mobilità militare, nella connettività transfrontaliera e nelle infrastrutture necessarie nelle regioni più settentrionali dell’UE. Rispondere a esigenze critiche e urgenti – quali i collegamenti di trasporto, la connettività digitale e le tecnologie e i servizi satellitari – e potenziare la capacità degli Stati membri di far fronte alle minacce ibride è fondamentale per la sicurezza e la difesa europee, anche lungo il fianco orientale. Con l’apertura dell’Artico, l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero inoltre prestare attenzione alla capacità di operare nell’area, comprese le capacità di navigazione sicura e protetta in condizioni artiche. Lo sviluppo di infrastrutture a duplice uso e la protezione delle infrastrutture critiche, sia terrestri che marittime, dovrebbero costituire importanti priorità trasversali nelle regioni artiche.
Sottolineiamo che lo sviluppo sostenibile e la tutela del fragile ambiente e degli ecosistemi artici devono rimanere al centro delle politiche per l’Artico. La transizione verso l’energia pulita, la gestione responsabile e sostenibile delle risorse naturali, il coinvolgimento delle popolazioni indigene e delle comunità locali dell’Artico, nonché gli investimenti in attività economiche sostenibili, sono essenziali per garantire stabilità e prosperità a lungo termine nella regione. Le risorse artiche sostenibili e di provenienza responsabile possono rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento di materiali critici.
Sottolineiamo il valore della ricerca scientifica nell’Artico e della cooperazione accademica e scientifica internazionale – anche con Stati non artici – quale fondamento per una governance della regione basata sulla conoscenza e responsabile, nonché la sua importanza per comprendere i cambiamenti del clima globale. Riaffermiamo il nostro impegno a salvaguardare i diritti, i mezzi di sussistenza e le culture delle popolazioni indigene e a garantire la loro partecipazione effettiva ai processi decisionali riguardanti l’Artico, come stabilito nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni.
Sottolineiamo l’importanza di uno stretto coordinamento e di una cooperazione tra l’UE, gli Stati membri e i partner che condividono gli stessi principi. La cooperazione e la complementarità, in particolare con la postura di deterrenza e difesa della NATO nonché con altre organizzazioni internazionali e partner, rimarranno essenziali per garantire sforzi coerenti in materia di sicurezza e rafforzare la resilienza.
Sottolineiamo che l’Artico riveste un’importanza strategica per la sicurezza e la prosperità euro-atlantiche; pertanto, auspichiamo un maggiore impegno e maggiori investimenti da parte dell’UE, nonché un’azione concreta e globale per tutelare i nostri interessi e valori e salvaguardare la stabilità, la resilienza e una governance basata su regole nella regione.
