Le parole sono importanti, soprattutto quelle dell’ufficialità (e dei dizionari). Quando il presidente del Consiglio per la politica estera e della difesa della Federazione Russa parla ad un quotidiano italiano e sostiene che le élite europee sono “precipitate in un abisso di ignoranza intellettuale, politica e morale”, concludendo che sono solo “iene infuriate”, esprime parole di pace e concordia?

Sulla piattaforma web indipendente meduza.io, basata in Lettonia e scritta in russo e in inglese, è recentemente apparso un articolo dedicato al nuovo “Dizionario esplicativo della lingua di Stato della Federazione Russa”, “immediatamente aggiunto” scrive Meduza “all’elenco ufficiale dei dizionari normativi che le agenzie governative sono tenute ad utilizzare”.

Premesso che non siamo in grado di verificare la notizia, abbiamo approfondito l’argomento poiché ci è apparsa rilevante l’idea di una sorta di “dizionario di Stato” nel quale viene fornita la definizione “ufficiale” delle parole da utilizzare da parte dell’amministrazione statale russa. Si tratta dunque di una interpretazione unica delle parole utilizzate per elaborare il pensiero ufficiale, da cui si evince la cultura di riferimento dell’attuale potere russo.

Per questo motivo abbiamo voluto accostare le definizioni di alcune parole fornite dal “Dizionario esplicativo della lingua di Stato della Federazione Russa” con quelle fornite dal vocabolario della nostra Treccani. Si tenga presente che i giornalisti e i collaboratori di Meduza non risultano particolarmente simpatici al Cremlino.

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Dizionario russo: “autoritarismo, s. [dal greco auctoritas – autorità]. Politica. Una forma di governo statale basata sull’autorità di un individuo specifico, con una limitata partecipazione pubblica nel prendere decisioni chiave su questioni politiche, economiche e sociali (cfr.: assolutismo, autocrazia). Considerata la forma di governo più efficace in tempi difficili per un Paese, poiché consente diverse forme di proprietà, è spesso sostenuta da un blocco di partiti e movimenti, non elimina le forze ostili e consente l’esistenza limitata di sistemi di valori diversi da quelli tradizionali”.

Vocabolario Treccani: “autoritarismo, s. m. [der. di autoritario, sull’esempio del fr. autoritarisme]. – Forma esasperata di abuso dell’autorità, che in quanto tale può essere riferita a persone, istituzioni e ideologie. Più correntemente, atteggiamento autoritario, soprattutto se associato all’esercizio di fatto o di diritto di un potere all’interno di una istituzione (famiglia, scuola, stato)”.

Dunque, mentre per noi l’autoritarismo è una “forma esasperata di abuso dell’autorità”, per i russi è la “forma di governo più efficace in tempi difficili per un Paese”.

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Dizionario russo: “democrazia, s. [dal greco dēmos – popolo + krátos – potere]. 1. L’esercizio dell’autorità basato sulla considerazione delle opinioni di tutti (in uno Stato – di tutti i cittadini), l’apertura al dibattito pubblico e il controllo del processo decisionale e dell’attuazione; governo popolare. Forme e principi della democrazia. Limitazione o soppressione della democrazia. Un combattente per la democrazia. Per ampliare o rafforzare la democrazia. // Nella pratica politica dei Paesi occidentali: una forma di governo in cui i cittadini possiedono determinati diritti e libertà e le istituzioni statali operano nell’interesse degli attori più influenti che influenzano le decisioni sulla vita politica, economica e sociale (op: governo popolare). Democrazia fittizia”.

Vocabolario Treccani: “democrazia, s. f. [dal gr. δημοκρατία, comp. di δῆμος «popolo» e -κρατία «-crazia»]. – 1. a. Forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi; in partic., forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico: paese retto a d.; instaurare la d.; d. diretta o plebiscitaria, quando il potere è esercitato direttamente da assemblee popolari o mediante plebisciti; d. indiretta, rappresentativa, parlamentare, quando il potere è esercitato da istituzioni rappresentative. D. popolare, espressione con cui veniva indicata genericamente l’organizzazione politico-sociale dei paesi socialisti dell’Europa orientale e, in senso più ampio, di tutti i paesi socialisti. b. estens. Paese retto democraticamente: le d. moderne, le d. dell’Europa occidentale …”.

Dunque, mentre per noi la democrazia si definisce nel riconoscimento che il “potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi”, in Russia la democrazia è una “considerazione delle opinioni di tutti”. E mentre noi parliamo delle cosiddette “democrazie popolari” in termini storici (“organizzazione politico-sociale dei paesi socialisti dell’Europa orientale e, in senso più ampio, di tutti i paesi socialisti”), ai russi viene insegnato che la democrazia occidentale è una “democrazia fittizia” nella quale si tutelano gli “attori più influenti”.

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Dizionario russo: “unità, s. 1. Integrità, indivisibilità; coesione. Unità del sistema di autorità pubblica. Unità storica di bielorussi, russi e ucraini. Unità dei popoli della Russia (valore spirituale e morale tradizionale russo: condizione in cui persone di diversi gruppi etnici, nazionali, culturali e religiosi, che si battono per interessi, obiettivi e valori comuni, coesistono in pace, armonia e comprensione reciproca …”.

Vocabolario Treccani: “unità, s. f. [dal lat. unĭtas -atis, der. di unus «uno»; in alcuni dei sign. concreti, ha risentito l’influenza dell’ingl. unit (che in inglese è distinto da unity)]. – 1. a. Il fatto, la condizione e la caratteristica di essere uno, solo uno e non più di uno (contrapp. a molteplicità e pluralità): affermare l’u. dello spirito umano, l’u. della coscienza; … b. Il fatto e la caratteristica di costituire un insieme che, pur formato o derivato da più elementi o componenti, risulta tuttavia unitario, omogeneo e solidale (contrapp. a pluralità, ma anche a divisione, divergenza, ecc.): u. nazionale, o u. politica, statuale (e, assol., un popolo che combatte per la sua u.; le guerre per l’indipendenza e l’u. d’Italia; difendere l’u. della nazione); …”.

Mentre i nostri esempi politici e storici intorno al termine “unità” si riferiscono alla “unità nazionale”, quelli russi forzano la volontà dei popoli parlando di “unità storica di bielorussi, russi e ucraini”. E se gli ucraini non vogliono stare uniti ai russi, succede quanto visto dal 2022.

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Dizionario russo: “regime, s. [régime in francese]. 1. Un insieme di misure politiche, economiche e sociali utilizzate dalle autorità statali per governare la società; sistema di governo, forma di governo. Un regime democratico. Regimi reazionari. Un regime politico o economico. Il regime di Kiev (in Ucraina dal 2014: la forma consolidata di governo politico, che rappresenta una minaccia per i diritti e gli interessi fondamentali della popolazione russofona)”.

Vocabolario Treccani: “regime (non com. règime) s. m. [dal lat. regĭmen regimĭnis «governo, amministrazione», der. di regĕre «reggere»]. – 1. Ordinamento politico, forma o sistema statuale o di governo: r. democratico, parlamentare, presidenziale; r. dei partiti, in cui hanno grande peso (ma minore che nella partitocrazia) i partiti politici; r. assembleare o di assemblea, in cui il potere risiede nelle assemblee parlamentari; più frequente nelle espressioni r. monarchico, assoluto, autoritario, dittatoriale, militare; quindi, assol., regime, stato o governo autoritario, e in partic. quello fascista (l’instaurazione violenta del r., le leggi del r.; profitti di r., v. profitto), o anche ordinamento che, indipendentemente dalla sua forma, ha impostazioni e tendenze autoritarie, oppressive (un governo democratico che si sta trasformando in regime) …”.

Dunque, mentre per noi un esempio di “regime autoritario” è il frutto dell’esperienza storica vissuta dal nostro Paese (il fascismo), per i russi sembra non esistere alcun esempio nella loro storia, ma solo in quella ucraina negli ultimi anni. Soprattutto se serve a giustificare, un po’ maldestramente, l’aggressione del 2022.

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Un’ultima notazione. Nel nuovo dizionario russo sarebbero sparite le parole “stalinismo”, “gulag”, “speranza”, “verità”.