Uno dei tasselli del mosaico di relazioni che tengono insieme Ucraina ed Europa sotto i colpi e le ingerenze russe è il summit tra Kiev e i Paesi dell’Europa sudorientale. Il quarto vertice si è svolto l’11 giugno scorso a Odessa ed ha coinvolto, oltre all’Ucraina, i governi di Albania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Romania e Slovenia.
La dichiarazione finale, che riportiamo integralmente, ribadisce la posizione tenuta dall’Europa in questi anni rispetto all’aggressione russa, compreso l’aspetto più controverso per Mosca: “Sosteniamo l’Ucraina nel suo percorso irreversibile verso la piena integrazione euro-atlantica, inclusa l’adesione alla NATO”.
I Paesi dell’Europa sudorientale sono tra i più esposti alle ingerenze russe. Fallite in Romania, si riproporranno in Moldavia dove si svolgeranno nei prossimi mesi le elezioni parlamentari.
Dichiarazione del quarto vertice Ucraina – Europa sudorientale
Odessa, 11 giugno 2025
Noi, il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e la Presidente della Repubblica di Moldavia Maia Sandu, il Presidente del Montenegro Jakov Milatović, il Presidente della Romania Nicușor Dan, il Primo Ministro della Repubblica di Bulgaria Rossen Jeliazkov, il Primo Ministro della Repubblica di Croazia Andrej Plenković, il Primo Ministro della Repubblica Ellenica Kyriakos Mitsotakis, la Presidente del Parlamento della Repubblica d’Albania Elisa Spiropali, il Primo Vice Presidente del Governo e Ministro dell’Ambiente e della Pianificazione Territoriale della Repubblica di Macedonia del Nord Izet Medziti, il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Repubblica di Slovenia Tanja Fajon, ci siamo riuniti l’11 giugno 2025 a Odessa, in Ucraina, per la quarta volta nell’ambito del Vertice Ucraina-Europa sudorientale.
Il nostro lavoro odierno si basa sulle deliberazioni e sulle conclusioni dei precedenti Vertici Ucraina-Europa sudorientale, tenutisi rispettivamente ad Atene, in Grecia, il 21 agosto 2023, a Tirana, in Albania, il 28 febbraio 2024 e a Dubrovnik, in Croazia, il 9 ottobre 2024.
Nel corso del Vertice, abbiamo affrontato un ampio programma per rafforzare la sicurezza regionale, include la regione del Mar Nero ma non solo, la resilienza e la cooperazione. Tra le priorità figuravano la sicurezza, la prevenzione delle minacce ibride, il commercio, la sicurezza energetica, lo sminamento, la ricostruzione dell’Ucraina, gli aiuti umanitari e la riabilitazione, in particolare per i veterani e i bambini ucraini colpiti dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.
Oggi, in qualità di partecipanti al Vertice, pubblichiamo la seguente Dichiarazione:
1. Sono trascorsi 1.204 giorni da quando la Russia ha lanciato la sua illegale, immotivata e ingiustificata invasione militare su vasta scala dell’Ucraina, proseguendo la sua aggressione armata contro l’Ucraina dal 2014. Condanniamo con la massima fermezza la brutale guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Essa costituisce un grave crimine contro il popolo ucraino, una palese violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, e una grave minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità in tutto il continente europeo e a livello globale.
2. Riconosciamo e sosteniamo gli sforzi dell’Ucraina per trovare una via diplomatica per ripristinare una pace globale, giusta e duratura. A tale proposito, riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, comprese le acque territoriali, e ribadiamo il nostro impegno a fornire un supporto completo e duraturo all’Ucraina e al suo popolo per tutto il tempo necessario.
3. Esortiamo la comunità internazionale a intensificare il sostegno all’Ucraina nella sua lotta per difendere la sua libertà, indipendenza e integrità territoriale. Allo stesso tempo, invitiamo tutte le nazioni ad astenersi dall’offrire qualsiasi forma di assistenza materiale o di altro tipo allo sforzo bellico russo. Sottolineiamo l’importanza dell’allineamento con le decisioni e le misure della Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea.
4. Il completo ritiro delle forze e degli equipaggiamenti russi dall’intero territorio ucraino, la fine delle ostilità e della guerra nel suo complesso e il pieno ripristino dei confini dell’Ucraina riconosciuti a livello internazionale sono condizioni essenziali e non negoziabili per una pace globale, solida e duratura.
5. Sottolineiamo l’importanza strategica del Mar Nero per la sicurezza europea e globale, inclusa la sicurezza alimentare, e ci impegniamo a rafforzare la cooperazione marittima regionale, la sicurezza marittima, la connettività, la sicurezza, la libertà di navigazione e la protezione delle infrastrutture critiche.
6. La futura adesione dell’Ucraina, della Repubblica di Moldavia e dei nostri partner dell’Europa sudorientale all’UE è vitale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità a lungo termine della regione e dell’Europa nel suo complesso.
7. L’adesione alla NATO rimane la migliore opzione di sicurezza economicamente vantaggiosa per l’Ucraina. Abbiamo ribadito il nostro sostegno alle aspirazioni euro-atlantiche dei partner della regione. Sosteniamo l’Ucraina nel suo percorso irreversibile verso la piena integrazione euro-atlantica, inclusa l’adesione alla NATO. La politica della porta aperta, sancita dall’articolo 10 del Trattato del Nord Atlantico, è uno dei principali punti di forza della NATO. Né la Russia né alcun altro Stato che non sia membro della NATO ha il diritto di veto all’allargamento dell’Alleanza. Allo stesso modo, sosteniamo pienamente il diritto dell’Ucraina di scegliere i propri accordi di sicurezza e decidere del proprio futuro, senza interferenze esterne.
8. Condanniamo i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi dalle forze armate russe e da altre formazioni militari in Ucraina e contro di essa, compresi gli attacchi armati deliberati, sproporzionati e indiscriminati, nonché gli attacchi con droni e missili contro la popolazione civile e le infrastrutture civili critiche dell’Ucraina, nonché la deportazione forzata di migliaia di civili ucraini, compresi bambini, dai territori temporaneamente occupati dell’Ucraina verso la Federazione Russa.
9. Riaffermiamo l’importanza di indagini efficaci e indipendenti sui crimini di guerra commessi dalla Russia contro gli ucraini e su altri crimini commessi in Ucraina o contro di essa, e di assicurare successivamente i responsabili alla giustizia. Inoltre, sosteniamo gli sforzi internazionali volti a istituire un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, commesso dalla Federazione Russa.
10. Sottolineiamo l’importanza della sicurezza alimentare. I prodotti agricoli ucraini devono essere consegnati liberamente e in sicurezza ai mercati globali. A tal fine, è essenziale una navigazione commerciale sicura e senza ostacoli e l’accesso ai porti ucraini del Mar Nero e del Mar d’Azov. La sicurezza alimentare non deve essere strumentalizzata. Ribadiamo l’importanza dello sminamento come punto di partenza per la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina e accogliamo con favore gli sforzi intrapresi dagli Stati costieri in tal senso. Gli attacchi della Russia contro navi mercantili, porti civili e infrastrutture correlate, nonché le violazioni del territorio sovrano di altri Paesi, incluso lo spazio aereo, sono inaccettabili.
11. Le infrastrutture energetiche ucraine continuano a subire attacchi deliberati e sistematici da parte della Russia. Abbiamo discusso le modalità per aumentare il nostro supporto, inclusa la mobilitazione del settore privato per fornire le attrezzature e i finanziamenti necessari. Abbiamo inoltre sottolineato l’importanza di un migliore coordinamento regionale e di solidi interconnettori elettrici per mitigare l’impatto di questi attacchi e rafforzare la sicurezza energetica regionale.
12. Incoraggiamo la comunità internazionale a mantenere e rafforzare ulteriormente le sanzioni contro la Federazione Russa nel settore bancario ed energetico, in particolare per quanto riguarda i limiti al prezzo del petrolio e la flotta ombra russa, al fine di privare l’aggressore delle risorse necessarie per continuare ad alimentare la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, nonché ad adottare misure per impedire l’elusione delle sanzioni. La Russia deve essere ritenuta responsabile e risarcire integralmente per la sua guerra di aggressione illegale contro l’Ucraina. I beni russi, in tutte le loro forme possibili, svolgono un ruolo costruttivo nella ripresa dell’Ucraina, in conformità con le disposizioni del diritto internazionale.
13. Confermiamo la nostra intenzione di sviluppare e rafforzare le relazioni amichevoli nei settori della cooperazione economica e del commercio e di adoperarci per promuovere ulteriormente l’integrazione commerciale ed economica all’interno della regione e tra la regione e l’UE, a seguito dell’effettiva integrazione dell’acquis dell’UE e del libero scambio tra i paesi terzi.
14. Ci impegniamo a contribuire alla ripresa e alla ricostruzione in corso e postbellica dell’Ucraina. Ciò include il coinvolgimento di tutte le parti interessate – istituzioni finanziarie internazionali, aziende private, comunità locali e altri partner – per garantire gli investimenti, le competenze e il sostegno finanziario necessari a costruire un futuro prospero per l’Ucraina. I paesi dell’Europa sudorientale dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel processo di ricostruzione dell’Ucraina.
15. Riaffermiamo il nostro impegno a rafforzare la cooperazione e il coordinamento nel settore umanitario attraverso l’attuazione di iniziative mirate, in particolare nei programmi incentrati sulla salute e la riabilitazione dei veterani e dei gruppi vulnerabili colpiti dall’aggressione armata russa contro l’Ucraina. In questo contesto, la conferenza internazionale sulla riabilitazione e il reinserimento dei veterani, che si terrà in Croazia nell’ottobre 2025, sarà di particolare rilevanza.
16. Sottolineiamo l’importanza cruciale della cooperazione nella sicurezza informatica e nella prevenzione di interferenze illegali e ibride nei processi elettorali degli Stati sovrani, anche attraverso la disinformazione e la manipolazione e l’interferenza delle informazioni straniere. Sottolineiamo il ruolo chiave del sostegno dell’UE volto a rafforzare i processi democratici e a contrastare le interferenze straniere, anche nei paesi candidati. Avvertiamo che qualsiasi interferenza, diretta o indiretta, nei processi costituzionali o elettorali di uno Stato sovrano è inammissibile. Tali azioni costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e rappresentano una seria minaccia ai valori, ai principi e ai processi democratici in tutta la regione.
17. Le Parti affermano l’importanza di facilitare reciprocamente la condivisione di informazioni e lo scambio di esperienze nel contrasto agli attacchi informatici durante la guerra ibrida, nonché raccomandazioni sul rafforzamento della protezione dei sistemi di informazione e comunicazione, tenendo conto della propria esperienza nel contrasto alle operazioni informatiche dannose.
18. A tal proposito, concordiamo di collaborare alla prevenzione delle minacce ibride e di tenere la prossima riunione a Odessa dei Paesi firmatari della presente Dichiarazione a livello delle agenzie competenti.
19. Un’Europa libera, pacifica e prospera è impossibile senza un’Ucraina libera, pacifica e prospera. I partecipanti al Vertice Ucraina-Europa sudorientale di Odessa rimangono fermamente impegnati a perseguire questa visione.
