Non siamo sorpresi per quanto accaduto in Polonia, in perfetta sincronia con la crisi politica che sta affliggendo uno dei grandi Paesi europei come la Francia, molto impegnata nel sostegno all’Ucraina. Le 19 violazioni russe dello spazio aereo polacco nella notte tra il 9 e il 10 settembre sono perfettamente coerenti con il ritorno della Russia di Putin all’imperialismo militarista avviato da almeno tre lustri. L’attuale potere russo è questo: provocazioni e disordini laddove ritiene ancora di non essere in grado di vincere; invasioni e bombardamenti a tappeto laddove ritiene di poter vincere.
Il numero dei droni russi coinvolti è troppo alto per essere un incidente. Il fatto accaduto nella notte polacca sa tanto di test realizzato per saggiare le capacità di reazione della difesa polacca e, soprattutto, atlantica. Un test per vedere cosa è in grado di fare la NATO in caso di attacco russo, misurarne la rapidità e l’efficacia. E soprattutto vedere cosa combina l’America di Trump.
Il dispositivo militare NATO ha funzionato. La reazione politica europea ha funzionato. Forse pure quella americana, anche se quando si parla di Russia dalle parti della Casa Bianca persiste sempre una malcelata ambiguità.
È credibile un’aggressione militare russa in grande stile alla NATO? In fondo ancora non vogliamo crederci, perseverando nell’applicazione di un metodo razionale all’analisi della situazione. Dove mai potrebbe andare un esercito che si crede potentissimo e che da tre anni e mezzo è impantanato nel Donbass, subendo perdite umane talmente ingenti che solo un sistema come quello russo può sostenere impunemente?
Riteniamo che il vero nemico della Russia di Putin sia la democrazia e il sistema politico liberale, e il loro temutissimo contagio dentro i confini russi. Per questo l’Ucraina deve essere annientata: i legami tra ucraini e russi sono sempre stati troppo stretti. Una Ucraina avviata verso la democrazia di stampo europeo è vissuta da Mosca come un pericolo esistenziale: e se in virtù di questi stretti legami si diffondessero anche in Russia queste strane idee democratiche? Meglio distruggere Kiev. E quali sono le istituzioni sovranazionali a tutela delle democrazie europee? L’UE e la NATO.
Molto più credibile dunque è il perseguimento dell’obiettivo politico di disgregare la NATO e l’Unione Europea. Per sfasciare l’UE la Russia è supportata efficacemente dai suoi fedeli amici europei, che non perdono occasione per sostenere tesi sfasciste contro Bruxelles, molto utili a Mosca. Ma sulla NATO non ce la fanno, e la Russia deve occuparsene direttamente.
Rispetto ad una aggressione militare su vasta scala, è molto più plausibile uno scenario in cui avviene una limitata, meglio ancora limitatissima azione militare russa su un Paese più piccolo (non certo la Polonia) come uno dei Paesi baltici dove poter inventare qualche (finta) discriminazione contro le minoranze russe ivi residenti. A quel punto dovrebbe scattare il tanto famoso articolo 5 del Patto Atlantico, il cui primo comma recita (lo riportiamo integralmente perché troppi ne parlano senza averlo evidentemente mai letto): “Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti cosi attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”.
Dunque c’è l’obbligo per ciascun Paese membro di intraprendere “l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata” a sostegno del Paese aggredito. Ma non c’è alcun obbligo di usare la forza armata. Se gli USA dovessero giudicare che non sia necessario l’uso delle loro forze armate per difendere un minuscolo Paese europeo, rischiando di mettere in pericolo il loro nuovo rapporto diretto con Mosca, potrebbero non farlo. Tante dichiarazioni indignate, ma nessun marine. In questo scenario fantascientifico reggerebbe la NATO?
La lunga notte polacca è appena iniziata.
Il marconista di bordo
