Mentre il mondo ruota intorno alle intemerate del Presidente degli Stati Uniti e dell’uomo più ricco del mondo, nonché suo consigliere, ai calcoli del Presidente della Federazione Russa e alle nuove opportunità offerte al Presidente della Repubblica Popolare cinese, a Vienna si costituisce finalmente il nuovo Governo e il partito di estrema destra FPÖ rimane escluso dalla nuova maggioranza parlamentare.
Sono stati necessari cinque mesi dalle ultime elezioni politiche (settembre 2024) per trovare un accordo di governo. In un primo momento l’incarico per guidare una nuova compagine fu dato all’ex premier, il popolare Karl Nehammer. Le trattative con i socialdemocratici del SPÖ e dei liberali di NEOS non portarono ad alcun risultato se non alla rinuncia del leader popolare.
Dato l’indubbio successo elettorale dell’estrema destra, il secondo tentativo fu affidato al leader del FPÖ, Herbert Kickl. Nel Paese che ha dato i natali ad Adolf Hitler, l’estrema destra austriaca non è riuscita neanche lei a coagulare un programma di governo e una lista di ministri insieme ai Popolari dell’ÖVP.
La mano è passata infine al popolare Christian Stocker che, memore dei precedenti tentativi falliti e della volontà politica di formare un “cordone sanitario” intorno all’estrema destra, ha chiuso le trattative con un esito positivo.
Il governo Stocker è costituito da Popolari, Socialdemocratici e Liberali, può contare su 110 seggi sui 183 membri del Nationalrat. Per coloro che sostengono l’europeismo e i valori della democrazia liberale, l’esito delle ultime vicende politiche in Austria rappresenta una buona notizia. Ma la sfida del nuovo governo è impegnativa: senza miglioramenti economici e l’abbassamento della temperatura sociale intorno al tema dei migranti, difficilmente l’avanzata dell’estrema destra potrà essere fermata ancora.
Il marconista di bordo
