Gli esperti la chiamano “guerra ibrida”, tra i cui strumenti principali figura senza alcun dubbio la disinformazione. La Russia ha una tradizione e una competenza quasi secolare in questo campo, la famosa Dezinformatsiya ha plasmato la mente dei russi e ha inondato il resto del mondo sin dai primi decenni del secolo scorso.
La sapienza nell’utilizzo della disinformazione consiste nell’amalgamare notizie (meglio se parti di esse) o sentimenti verosimili con balle gigantesche, purché verosimili anch’esse, tali da confondere le menti e orientarne le opinioni e le convinzioni nella direzione voluta dal disinformatore. Cosi crescono sfiducia, complottismo, odio, risentimento. La tecnologia (soprattutto l’intelligenza artificiale) e i recenti mezzi di comunicazione di massa (web, social) hanno moltiplicato esponenzialmente la potenza di fuoco della disinformazione.
La guerra in Ucraina è diventata una fucina di notizie false, soprattutto perché gli ucraini hanno continuato a resistere per ben quattro anni all’aggressione russa. E ancora non mollano. La disinformazione russa mira a corrodere la solidità della società ucraina, e quella degli Stati che l’aiutano, cercando di convincerli a non farlo più. Tra gli ultimi esempi c’è il caso della Polonia.
A fine dicembre 2025 il Centro per il Contrasto alla Disinformazione, un organismo ucraino che effettua regolarmente il fact-checking delle notizie, ha segnalato l’intensificazione delle operazioni di disinformazione contro gli ucraini nell’ambito del mondo informativo polacco. L’obiettivo della Dezinformatsiya russa è allontanare sempre più i polacchi dagli ucraini, rendere questi ultimi sempre più insopportabili, data anche la notevole presenza di rifugiati ucraini nel territorio polacco.
Si tratta di video creati dall’intelligenza artificiale, in lingua polacca e diffusi via TikTok, che ridicolizzano i cittadini ucraini, li rappresentano come persone ignoranti, avide, che finiscono per derubare gli innocenti cittadini della Polonia. Vengono presi in giro, in modo da cucire addosso a loro un’immagine negativa e spregevole, usando la tecnica della “satira”.
Stiamo parlando di oltre 180 mila dichiarazione discriminatorie rivolte in polacco contro gli ucraini tra i mesi di agosto e novembre 2025, il che significa che rispetto al quadrimestre precedente (aprile-luglio 2025) si sarebbe assistito ad un incremento del 98% dell’attività disinformativa russa contro l’Ucraina in Polonia.
Il Centro per il Contrasto alla Disinformazione inquadra questa ultima campagna di false notizie redatte in polacco contro gli ucraini nell’ambito di una strategia più ampia e sempre più pressante, nella quale la Polonia è sempre più oggetto di attenzione da parte russa.
Anche in questo caso sarebbe bello che un’attività del genere fosse analizzata e resa pubblica anche in Italia. Possibile che nessuno in Italia propagandi la Dezinformatsiya russa?
Il marconista di bordo
