Appena ha l’occasione di seminare discordie o difficoltà ai Paesi europei, il presidente Trump non si tira indietro. Prima ancora che fosse stata firmata la dichiarazione tra i leader dei partiti indipendentisti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord (che riportiamo di seguito, ricavandola dal giornale scozzese The Herald, Trump ha sostenuto l’idea di una riunificazione dell’intera isola d’Irlanda, il che significa separazione dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito e annessione all’Irlanda.

Avevamo già indicato il rischio che le spinte secessioniste all’interno del Regno Unito riprendessero vigore. Questa dichiarazione congiunta viene firmata dai leader scozzesi, gallesi e nordirlandesi in quanto a capo dei rispettivi partiti indipendentisti, e non come primi ministri dei tre governi autonomi di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Si tratta dunque di una dichiarazione politica, non di una dichiarazione formale d’indipendenza.

Memorandum of Understanding firmato dai leader del Partito Nazionale Scozzese, del Partito del Galles e del Sinn Féin dell’Irlanda del Nord sull’autodeterminazione delle nazioni attualmente costituenti il Regno Unito

Cardiff, 14 settembre 2026

Scozia, Galles e Irlanda hanno storie, identità e tradizioni politiche distinte.

Ciascuna delle nostre nazioni ha il diritto di determinare il proprio futuro, attraverso mezzi democratici e in conformità con la volontà della propria popolazione.

Oggi, Plaid Cymru, lo Scottish National Party e lo Sinn Féin uniscono le forze per riaffermare il nostro impegno a collaborare in modo costruttivo, nell’interesse comune delle nostre popolazioni.

Condividiamo la convinzione che le nazioni e le comunità che rappresentiamo meritino maggiore ambizione, maggiori opportunità economiche e una voce più forte nel determinare il proprio futuro.

Il panorama politico di queste isole sta cambiando.

Per la prima volta in assoluto, i Primi Ministri di Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono tutti sostenitori dell’indipendenza dal Regno Unito.

Per chi osserva la situazione in queste isole – e nel resto del mondo – non potrebbe esserci segnale più chiaro del fatto che l’era di Westminster sta volgendo al termine.

Crediamo che esista una strada migliore: nazioni che collaborano su un piano di parità, condividendo idee e competenze e costruendo relazioni basate sul rispetto reciproco e su interessi comuni.

I nostri movimenti stanno guadagnando slancio; crediamo che un cambiamento costituzionale sia ormai imminente.

Ci impegniamo quindi a rafforzare la cooperazione tra i nostri partiti e a individuare ambiti concreti in cui lavorare insieme possa fare davvero la differenza.

Tra questi figurano:

– Un’economia più forte ed equa: condividere idee ed esperienze su come costruire economie produttive e prospere, capaci di creare posti di lavoro di qualità, combattere le disuguaglianze e garantire una distribuzione più equa di ricchezza e opportunità. Rifiutiamo il modello economico fallimentare di Whitehall e costruiremo invece economie in grado di promuovere la giustizia sociale e ridurre le disuguaglianze nelle nostre nazioni.

– Sviluppare le nostre risorse energetiche, in particolare le vaste risorse di energia rinnovabile, per ridurre le bollette di famiglie e imprese. La ricchezza energetica delle nostre nazioni deve essere al servizio dei bisogni della nostra popolazione.

– Europa e cooperazione internazionale: la Brexit ha danneggiato le nostre economie e limitato le opportunità per i nostri cittadini. Crediamo che il futuro delle nostre nazioni sia all’interno dell’Unione Europea. Vogliamo collaborare per ricostruire e rafforzare i legami con l’Europa, creando maggiori opportunità per il commercio, gli investimenti, la cultura e la cooperazione.

– Il diritto all’autodeterminazione delle nostre nazioni: nessun governo di Westminster ha il diritto di ostacolare la democrazia o di minare il principio secondo cui spetta alle nostre popolazioni decidere il proprio futuro.

Riconosciamo che i nostri partiti hanno posizioni costituzionali diverse e che ciascuna nazione determinerà il proprio futuro secondo modalità e tempistiche proprie.

Ci accomuna la determinazione a garantire che le voci delle nostre nazioni vengano ascoltate, che le nostre popolazioni abbiano l’opportunità di prosperare e che la cooperazione tra Scozia, Galles e Irlanda possa essere rafforzata.

Chiediamo al governo britannico di preparare, pianificare e agevolare il cambiamento costituzionale in ciascuna giurisdizione.

Il futuro deve essere caratterizzato dalla capacità delle nostre nazioni di cooperare con fiducia, di esprimersi autonomamente e di costruire relazioni reciproche e con il resto del mondo fondate su uguaglianza, rispetto e vantaggio reciproco.

La giornata di oggi segna un ulteriore passo avanti nella costruzione di tale cooperazione.

Firmato da:

John Swinney, Leader dell’SNP

Rhun ap lorwerth, Leader di Plaid Cymru

Mary Lou McDonald, Presidente dello Sinn Féin

Michelle O’Neill, Vicepresidente dello Sinn Féin