L’ultima sessione plenaria del Parlamento Europeo si è svolta a Strasburgo pochi giorni dopo la presentazione dei 28 punti del piano di pace Trump sull’Ucraina, a cui PaginaEuropa ha dedicato un commento. E i parlamentari hanno votato una risoluzione sulla posizione dell’Unione Europea sul piano proposto e sull’impegno dell’UE in favore di una pace giusta e duratura per l’Ucraina.
Il testo integrale della risoluzione viene riportato in un’altra sezione del nostro sito. In questa sede ci interessa approfondire alcuni contenuti approvati dall’assise parlamentare, e il comportamento dei gruppi parlamentari e dei deputati eletti in Italia in merito alla risoluzione.
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La risoluzione, approvata con il voto favorevole di oltre il 70% dei deputati presenti, presenta alcuni elementi da prendere in considerazione. Il più evidente è la doppia critica agli Stati Uniti. Il documento esprime esplicitamente le “legittime preoccupazioni in merito all’impegno degli Stati Uniti a favore del diritto internazionale e della sicurezza dell’Europa e dell’Ucraina”. A questo giudizio politico segue un altro, ancor più affilato: “l’ambivalenza politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Ucraina va a scapito dell’obiettivo di ottenere una pace sostenibile”.
Queste considerazioni approvate dal Parlamento Europeo sono, purtroppo per noi ancora sostenitori dell’alleanza euro-atlantica, vere e condivisibili. Il piano Trump, per come è stato presentato, avalla le gravi violazioni del diritto internazionale compiute dalla Russia nella sua guerra d’aggressione all’Ucraina, e costituisce un precedente dalle conseguenze forse irreparabili per la sicurezza dei Paesi europei. Chi vuole realizzare in Europa guerre (anche limitate, non necessariamente generalizzate) di conquista come nel Settecento o nell’Ottocento, potrà così avere un ottimo precedente. Non si fonderà nessun nuovo assetto di sicurezza in Europa sulla base degli orribili quattro anni di guerra russa in Ucraina, se questi si chiuderanno con il premio all’aggressore e con l’umiliazione dell’aggredito.
Per questo, il Parlamento Europeo sottolinea che non esiste pace al di fuori del diritto internazionale, e se la Russia ha unilateralmente deciso di stare fuori dal diritto internazionale, ne deve rispondere in termini di risarcimenti dei danni inflitti all’Ucraina, di crimini di guerra commessi, e di ritiro delle truppe dal territorio ucraino.
Secondo la risoluzione approvata a Strasburgo, il territorio temporaneamente occupato dai russi non sarà legalmente riconosciuto dall’UE e dagli Stati membri come territorio russo.
Il degrado dei valori fondanti le relazioni internazionali a seguito della guerra russa all’Ucraina è arrivato ad un punto tale che risulta necessario ribadire anche concetti lapalissiani: “nessuna questione riguardante l’Ucraina dovrebbe essere decisa senza l’Ucraina, così come nessuna questione riguardante l’Europa dovrebbe essere decisa senza l’Europa”. L’allusione alle trattative russo-americane sull’Ucraina e sull’Europa, compiute sopra le teste dell’Ucraina e dell’Europa, non è neanche particolarmente velata.
Ribadita la necessità di solide alleanze politiche e militare tra Europa e Stati Uniti, il Parlamento Europeo ha preso posizione anche sui beni russi congelati, invitando “gli Stati membri ad adottare e attuare, senza ulteriori indugi, un «prestito di riparazione» giuridicamente e finanziariamente solido a favore dell’Ucraina, finanziato con i beni russi congelati”
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Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione con 401 voti a favore (71% dei presenti), 70 contrari (13%) e 90 astenuti (16%).
Hanno votato “si” tutti i gruppi politici europeisti: il Partito Popolare Europeo (tutti i deputati presenti, meno un astenuto), tutti i Socialisti presenti, tutto il gruppo liberale di Renew Europe ad esclusione di tre parlamentari belgi, tutti i Verdi meno due spagnoli.
Anche la grande parte del gruppo Conservatore (48) ha votato a favore, mentre 5 deputati sono stati contrari e 9 astenuti. I cosiddetti Patrioti si sono espressi in larga misura per l’astensione (54), mentre in 19 hanno votato contro e solo due a favore (un portoghese e un lettone).
E gli italiani? Ancora una volta i partiti di governo e di opposizione si sono divisi a Strasburgo sul tema dell’Ucraina. Mentre i deputati di Fratelli d’Italia e di Forza Italia hanno votato a favore, quelli della Lega si sono astenuti. Mentre i parlamentari del Partito Democratico, dei Verdi e di AVS hanno votato “si”, quelli del Movimento 5 Stelle si sono spaccati in due: metà contrari e metà astenuti.
Su un tema così fondamentale per il presente e per il futuro dell’Europa e dell’Italia, continuano a convivere linee diverse sia nella maggioranza che nella minoranza italiana.
