Il 17 giugno scorso è stato firmato il Memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran che, instaurando una tregua di 60 giorni, consente nuove trattative per arrivare ad un accordo di pace. Abbiamo deciso di riportarne il testo integrale, accompagnato dai nostri brevi commenti. Il Memorandum è importante perché interrompe le operazioni di guerra, ma leggendolo non si ha l’idea di un trionfo americano. L’impressione è che la proclamata vittoria di Washington debba essere ancora confermata dalle successive trattative.

Paragrafo 1

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran e i loro alleati nell’attuale guerra, con la firma del presente Memorandum d’intesa, dichiarano la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, e si impegnano d’ora in poi a non intraprendere alcuna guerra o operazione militare l’uno contro l’altro, ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza reciproca e a garantire l’integrità territoriale e la sovranità del Libano. L’accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e le altre disposizioni del presente paragrafo.

Due commenti. Il primo è positivo: la cessazione delle operazioni militari riguarda anche il martoriato Libano. Il secondo segnala un’ambiguità: la dizione “e i loro alleati nell’attuale guerra” rimanda naturalmente il pensiero ad Israele e ad Hezbollah, ma loro comunque non hanno firmato il Memorandum. Il rischio che in Libano la situazione possa scappare di mano non è ancora completamente fugato.

Paragrafo 2

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’altro e ad astenersi dall’interferire negli affari interni dell’altro.

Questo punto rappresenta la pietra tombale su qualunque speranza eventualmente nutrita dall’opposizione democratica al regime degli ayatollah per un sostegno contro l’autocrazia di Teheran: gli americani s’impegnano a non aiutare nessuno. Si ricordi che all’inizio della guerra il presidente Trump aveva rivolto un invito alla popolazione iraniana a ribellarsi e a prendere il controllo del proprio governo una volta vinto il conflitto da parte americana.

Paragrafo 3

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

È più che ragionevole prendersi almeno due mesi di tempo per definire un accordo definitivo, soprattutto perché i nodi più spinosi della questione sono tutti rimandati.

Paragrafo 4

Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’Intesa, gli Stati Uniti d’America inizieranno la rimozione del blocco navale e di qualsiasi ostacolo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, ponendo fine al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli prebellici ripristinati dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti d’America si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell’Iran entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo.

Gli USA tolgono entro 30 giorni il blocco navale nello Stretto di Hormuz, ma sembra non sussistere alcun vincolo permanente imposto all’Iran in merito al controllo dello Stretto.

Paragrafo 5

A seguito della firma del presente Memorandum d’Intesa, la Repubblica Islamica dell’Iran si adopererà, con il massimo impegno, per garantire il passaggio sicuro e gratuito delle navi commerciali dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa per soli 60 giorni. Il traffico navale commerciale riprenderà immediatamente e, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di effettuare le operazioni di sminamento da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, sarà ripristinato entro 30 giorni. La Repubblica Islamica dell’Iran avvierà un dialogo con il Sultanato dell’Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in accordo con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico, nel rispetto del diritto internazionale vigente e dei diritti sovrani degli Stati costieri dello Stretto di Hormuz.

L’impegno dell’Iran per garantire il passaggio gratuito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è previsto per soli 60 giorni. Il che significa che non è esclusa la possibilità che “la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz” possano essere a pagamento. Prima della guerra era tutto gratuito.

Paragrafo 6

Gli Stati Uniti d’America si impegnano, insieme ai partner regionali, a elaborare un piano definitivo e concordato di comune accordo, con uno stanziamento di almeno 300 miliardi di dollari, per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito nell’ambito di un accordo finale entro 60 giorni. Tutte le licenze, le deroghe e le autorizzazioni necessarie per le relative transazioni finanziarie saranno concesse dagli Stati Uniti d’America.

Si tratta di un punto straordinariamente favorevole all’Iran: dopo la guerra, l’Iran riceverà almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo. La cifra è veramente considerevole, tra l’altro aggiuntiva rispetto agli eventuali proventi ottenuti dal passaggio delle navi dallo Stretto (vedi Paragrafo 5) e al valore dei beni iraniani all’estero finora congelati.

Paragrafo 7

Gli Stati Uniti d’America si impegnano a porre fine a tutte le sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell’AIEA e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie, secondo un calendario concordato nell’ambito dell’accordo finale. La Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America riconoscono l’importanza cruciale della questione della cessazione delle sanzioni sopra menzionata ed esprimono la loro intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nel corso dei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.

Ulteriore punto a favore dell’Iran: gli USA si impegnano a revocare tutte le sanzioni contro il regime di Teheran. Saremmo ben oltre quanto previsto dal precedente accordo stipulato con l’Iran dall’amministrazione americana di Obama, e stracciato da Trump.

Paragrafo 8

La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce il suo impegno a non procurarsi né sviluppare armi nucleari. Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno concordato di risolvere la questione dello smaltimento del materiale arricchito presente nell’arsenale mediante un meccanismo che sarà concordato di comune accordo, secondo il calendario indicato al paragrafo 7, con la metodologia minima di diluizione in loco sotto la supervisione dell’AIEA. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell’arricchimento e altre questioni di comune accordo relative alle esigenze nucleari della Repubblica Islamica dell’Iran, sulla base di un quadro soddisfacente che sarà concordato nell’accordo finale. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente paragrafo. Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran riconoscono l’importanza cruciale delle questioni nucleari sopra menzionate ed esprimono la loro intenzione di affrontarle immediatamente nel corso dei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.

L’Iran ha sempre affermato che non intende sviluppare o acquistare armi nucleari. Il punto non è quindi dichiararlo un’altra volta, ma come verranno affrontati i diversi aspetti della questione nucleare, affinché rispetti davvero quanto ha sempre detto di voler fare: tutto è rimandato alle successive trattative per definire l’accordo finale.

Paragrafo 9

In attesa dell’accordo finale, gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran concordano di mantenere lo status quo. La Repubblica Islamica dell’Iran manterrà l’attuale status quo del suo programma nucleare e gli Stati Uniti d’America non imporranno nuove sanzioni né schiereranno ulteriori forze nella regione.

Al momento, l’uranio arricchito iraniano rimane dunque in Iran.

Paragrafo 10

Gli Stati Uniti d’America si impegnano, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa e fino alla cessazione delle sanzioni, a rilasciare deroghe per l’esportazione di petrolio greggio, prodotti petroliferi e derivati iraniani, nonché per tutti i servizi correlati, incluse le transazioni bancarie, le assicurazioni, il trasporto, ecc.

L’Iran, nonostante ancora siano in vigore le sanzioni, può sin da subito vendere il suo petrolio. Due sono le conseguenze: ribasso del prezzo dell’energia (obiettivo di Washington), e rimpinguamento delle casse iraniane (obiettivo di Teheran).

Paragrafo 11

Gli Stati Uniti d’America si impegnano a rendere pienamente disponibili i fondi e i beni congelati o vincolati della Repubblica Islamica dell’Iran a seguito dell’attuazione del presente Memorandum d’intesa. Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi durante i negoziati. Tali fondi, sia che vengano ottenuti dal conto originario o trasferiti, saranno resi pienamente utilizzabili per il pagamento a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti d’America si impegnano a rilasciare tutte le licenze e autorizzazioni necessarie a tal fine.

Lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero è un punto molto importante per l’Iran, per la sua economia e per il suo regime.

Paragrafo 12

Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran convengono di istituire un meccanismo esecutivo per monitorare la corretta attuazione del presente Memorandum d’intesa e il futuro rispetto dell’accordo finale.

Paragrafo 13

Dopo la firma del presente Memorandum d’intesa, e subordinatamente all’avvio dell’attuazione dei paragrafi 1, 4, 5, 10 e 11 del presente Memorandum, e alla continua attuazione di tali misure, gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran avvieranno i negoziati relativi all’accordo finale esclusivamente sugli altri paragrafi.

Paragrafo 14

L’accordo finale sarà ratificato da una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il commento su questo ultimo punto riguarda l’inatteso ritorno alle Nazioni Unite. Gran parte della retorica pubblica dell’amministrazione americana si è basata nell’ultimo anno e mezzo sull’inutilità delle organizzazioni internazionali multilaterali. Ora si conviene che un Memorandum d’intesa firmato solo da USA e Iran passerà dal voto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Molta acqua sembra passata sotto i ponti.

Il marconista di bordo