Il 10 ottobre scorso si è svolta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del PRIX EUROPA 2025, il concorso patrocinato dal Parlamento Europeo che premia le migliori produzioni audio, video e digitali europee. PRIX EUROPA è sostenuto da una alleanza di emittenti pubbliche europee tra cui la BBC, Radio France, Deutschlandradio, ARTE, e altre 21 reti televisive e radiofoniche.

Il giornalista europeo dell’anno, insignito da PRIX EUROPA, è il bulgaro Christo Grozev. Si tratta di uno dei più noti giornalisti investigativi europei, esperto soprattutto di inchieste sulla Russia, meritando così da qualche anno il suo inserimento nella lista dei ricercati da parte del Ministero degli Interni di Mosca.

Dal 2015 ha fatto parte di Bellingcat, il gruppo di giornalisti investigativi basato in Olanda e focalizzato su OSINT e fact-checking, occupandosi delle inchieste giornalistiche riguardanti il coinvolgimento della Russia in alcuni celebri casi: l’abbattimento del volo della Malaysia Airlines MH17 sui cieli del Donbass in Ucraina, l’avvelenamento dell’ex membro dell’intelligence militare russo Sergej Skripal’ e della figlia Yulia a Salisbury, l’avvelenamento dell’oppositore russo Alexei Navalny nel 2020.

Christo Grozev pubblica articoli sul sito web The Insider, ed è considerato un obiettivo delle attività estere della Russia. La motivazione del premio cita l’aver “rintracciato l’ex manager di Wirecard Jan Marsalek a Mosca, e di averlo smascherato come spia russa”.

Il premio per il miglior documentario audio dell’anno è stato dato a “Malheur Niveau 2”, prodotto da ARTE Radio, una vera e propria immersione radiofonica nella vita dei pazienti psichiatrici, mentre il premio per la migliore serie di documentari audio dell’anno va a “Min Ven Hermann Göring”, prodotta dalla Danish Broadcasting Corporation e basata sul rapporto tra un ebreo che vuole salvare le sue sorelle e il gerarca nazista Göring con cui aveva avuto nel passato un rapporto di amicizia.

Tra tutti gli altri premi assegnati, vogliamo citare due menzioni speciali per la categoria dell’audio fiction. La prima è dell’emittente radiofonica pubblica della Repubblica Ceca ČRo e intitolata “Matko Boží, vyžeň Putina”: rifacendosi all’episodio che vide nel 2012 protagonista la band punk russa Pussy Riot nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, il regista intende esplorare le ragioni per cui la società russa continua ad aggrapparsi a Vladimir Putin.

La seconda è stata prodotta da Suspil’ne, la principale emittente radiotelevisiva in Ucraina, e si intitola “Not born for a war”: un artista ucraino, diventato un soldato in prima linea della Terza Brigata d’assalto ucraina, racconta il suo viaggio dalla vita civile alla brutale realtà della guerra.

Per quanto attiene alle categorie dedicate ai video, ci preme segnalare il premio per il miglior documentario video europeo dell’anno all’opera “Life and death in Gaza” della BBC, e la menzione speciale per il documentario presentato dalla greca Smallplanet Productions, intitolato “Mindkind’s Folly” e dedicato allo scioglimento del permafrost artico e alle conseguenze sul cambiamento climatico del pesante sfruttamento energetico delle risorse presenti nel Mar Artico.

Di grande impatto l’inchiesta “Deserted – Europe’s Deadly Migration Policy”, premiata come la miglior inchiesta video europea dell’anno. Vengono documentate le terribili violazioni dei diritti umani compiute dalle forze di sicurezza nordafricane nell’ambito dei programmi finanziati dall’UE per fermare le migrazioni verso l’Europa. Il prodotto video è il risultato di una collaborazione internazionale tra la tedesca Bayerischer Rundfunk, l’olandese Lighthouse Reports, il tedesco Der Spiegel, lo statunitense The Washington Post, il francese Le Monde, lo spagnolo El País e altri ancora.

Infine ci sentiamo di segnalare con qualche malcelata malinconia la menzione speciale, nella categoria video fiction, per l’opera presentata dalla televisione pubblica tedesca ZDF dal titolo “An einem Tag im September”. La fiction è incentrata sul primo incontro tra il cancelliere tedesco Konrad Adenauer e il primo ministro francese Charles De Gaulle, il 14 settembre 1958. Un incontro tra i due Paesi europei i cui conflitti avevano seminato morte e distruzione in tutta Europa. Un incontro tra due giganti della politica, che chiudono un’epoca di guerre e ne aprono una di pace sotto le insegne di una nuova Europa. Perdonateci la nostalgia per una grande politica che facciamo fatica a ritrovare.