Shakespeare illumina le relazioni internazionali. La politica e le parole del presidente Trump, alla luce del gradimento fortemente negativo dei cittadini americani, farebbero pensare ad un accesso di follia. Se invece guardiamo alla crescita del patrimonio personale di mister Trump, come riportato dalla rivista specializzata Forbes, si conclude che Shakespeare ha ragione: c’è del metodo in quella follia.

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“Disgustato dalla NATO” (esattamente come Putin), il presidente Trump nell’ultimo mese ha annunciato per almeno quattro volte che lui la guerra all’Iran l’ha vinta, e al contempo ha ripetuto che la guerra sarebbe stata lunga; anzi no, l’avrebbe conclusa in poche settimane. Intanto li “massacrerà tutti”, e riporterà l’Iran “all’età della pietra”. Lui il petrolio ce l’ha, il resto del mondo s’arrangi. Dopo aver incitato gli iraniani a ribellarsi contro il regime (nessuno l’ha ascoltato), ha asserito che il regime comunque è già cambiato. Non ha bisogno di nessuno, ma si arrabbia molto se nessuno lo aiuta ad uscire dal guaio iraniano in cui si è ficcato.

Il tasso di disapprovazione degli americani nei suoi confronti viene misurato da una serie di sondaggi. Ammonterebbe al 64% secondo la CNN, al 62% per Reuters, al 57% per il New York Times e per l’Economist. Aggiornamento: marzo 2026.

Bene. Ora lasciamo la politica ed entriamo nella ricchezza personale.

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Secondo la rivista americana Forbes, il patrimonio netto del presidente Trump ammonterebbe a 6,5 miliardi di dollari. Aggiornamento: marzo 2026.

Il patrimonio netto sarebbe così suddiviso: 2,1 miliardi di dollari in criptovalute e liquidità; 1,2 miliardi nella piattaforma social Truth; 1,5 miliardi nei golf clubs e nei resort; 1,2 miliardi in investimenti immobiliari; 0,5 miliardi in altri asset.

Il dato rilevante è un altro, ossia quanto mister Trump ha incrementato il suo patrimonio netto da quando si è insediato alla Casa Bianca. Nell’ultimo anno sarebbe aumentato di 1,4 miliardi dollari.

Nel 2024 il patrimonio netto ammontava a 2,3 miliardi di dollari, nel 2025 è salito a 5,1 miliardi, e a marzo 2026 avrebbe raggiunto i 6,5 miliardi di dollari. L’incremento, da quando è stato eletto presidente, è francamente impressionante.

La crescita patrimoniale di 1,4 miliardi di dollari è il risultato, secondo Forbes, di alcune lucrose attività e di altre in perdite. Da un lato bisogna considerare: +1,8 miliardi di crescita patrimoniale dovuta agli asset nelle criptovalute; +0,5 miliardi dovuto all’annullamento in tribunale di una precedente sentenza di condanna; +0,4 miliardi dovuti ai proventi delle attività di concessione di licenze. A questi dati positivi vanno sottratte le perdite dovute al deprezzamento del valore di borsa delle azioni del Trump Media and Technology Group (a cui fanno capo le attività della piattaforma sociale Truth) pari a 1,3 miliardi. Risultato finale: incremento del patrimonio netto pari a 1,4 miliardi di dollari.

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Fossimo populisti come i suoi sostenitori e simpatizzanti in America e in Europa, grideremmo allo scandalo. Mentre la sua guerra all’Iran fa schizzare il prezzo dell’energia, fornendo alimento alla crescita dell’inflazione e alla diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori, il suo patrimonio netto s’impenna così tanto da quando è alla Casa Bianca?

Ma noi non siamo populisti, né nutriamo invidia o rancore sociale. Abbiamo solo la conferma di una consapevolezza: le grandi potenze non sono più guidate da una classe politica come l’abbiamo concepita finora. Questo non riguarda solo gli Stati Uniti, ma anche la Federazione Russa. E li rende simili.

La politica è altrove. La politica sembra non governare più i conflitti e gli interessi della società, non sembra più essere deputata alla creazione delle condizioni per lo sviluppo della società nel suo complesso. La politica sta diventando, o è già diventata, solo business.