Le cronache raccontano di un tal Alexander Eichwald, un giovane tedesco militante nel partito Alternative für Deutschland (AfD). Al congresso rifondativo del movimento giovanile del partito dell’estrema destra tedesca, svolto a Giessen (in Assia) domenica 30 novembre, sarebbe salito sul palco e avrebbe pronunciato il suo intervento mimando le gestualità e imitando le parole di Adolf Hitler e Joseph Goebbels.
Il giovane avrebbe invocato l’amore per la Germania e il dovere di proteggere la cultura tedesca dalle influenze straniere. La seconda invocazione ci colpisce molto, poiché in quelle stesse ore stavamo scrivendo su PaginaEuropa un ricordo di Thomas Mann, il suo discorso a Washington sulla Germania e i tedeschi, e la recensione al libro Bebelplatz.
Ai tempi di Hitler e di Goebbels effettivamente non emergevano “influenze straniere”: erano i grandi scrittori tedeschi a dover fuggire all’estero per salvare la cultura tedesca dal nazismo (vedi Thomas Mann), e i libri venivano bruciati dai nazisti nelle pubbliche piazze (leggi Bebelplatz).
Forse tutto ciò il giovane militante dell’AfD non ha avuto ancora il tempo di metabolizzare. Potremmo consigliargli la visione del film “Il dittatore” di Charlie Chaplin: quella sì che fu una memorabile imitazione di Hitler. Le cronache narrano dell’imbarazzo sorto negli stessi vertici del partito, già di per sé sufficientemente estremista da non augurarsi anche l’esplicita ammirazione e imitazione del nazismo. Inoltre, l’AfD ha bisogno di rispettabilità, vera o falsa che sia, per poter accedere con maggiore serenità al potere.
Noi ci limitiamo a tre considerazioni:
1. la precedente organizzazione giovanile di Afd (Junge Alternative) venne sciolta alla fine del 2024 a causa della presenza un po’ eccessiva di neo-nazisti. Le autorità di sicurezza federali misero gli occhi addosso al gruppo, ed ai suoi rapporti con altri movimenti anti-costituzionali, qualcuno dei quali sospettato addirittura di essere un gruppo terroristico di estrema destra. Ora nella nuova organizzazione (Generation Deutschland) si fanno le imitazioni di Hitler. La storia sembra ripetersi in farsa;
2. Alexander Eichwald si è candidato per essere eletto nel consiglio dell’organizzazione giovanile, e avrebbe ottenuto circa il 12% dei voti congressuali. Troppi, per un semplice caso. Il partito starebbe meditando di prendere provvedimenti;
3. sta ritornando la banalizzazione del male, a 50 anni esatti dalla scomparsa di Hannah Arendt (morì il 4 dicembre 1975), lo straordinario camuffamento sotto il quale si nascondono le peggiori pulsazioni dell’istinto politico.
La nostra conclusione è semplice, ma non banale come il male: auguriamo lunga vita al cancelliere Friedrich Merz e al suo governo.
Il marconista di bordo
